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Castellabate, tre strade intitolate ai suoi figli

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Saranno intitolate a Luigi Torre,Melania Simonelli e ai caduti di Kos

Castellabate, tre strade intitolate ai suoi figli

Saranno intitolate a Luigi Torre,Melania Simonelli e ai caduti di Kos

La Giunta comunale di Castellabate ha approvato varie delibere allo scopo di intitolare alcune vie a delle persone della comunità scomparse. Una, nella frazione Lago sarà intitolata a Luigi Torre: un ventisettenne che morì in un incidente stradale proprio nel centro abitato a pochi metri della sua abitazione in una triste mattinata d’autunno del 2006 ed era ben voluto da tutti. La seconda sarà intitolata a Melania Simonelli nata ad Aversa il 23 giugno 1981 e deceduta prematuramente in Santa Maria di Castellabate il 3 dicembre 2005 e si tratterà della rinominazione di via Petrengole. Si legge nella richiesta dell’associazione ”Melania Simonelli,legno della croce di Cristo”: ”Ha lasciato alla gente, ma soprattutto ai giovani del nostro territorio un modello di vita, di semplicità, un patrimonio da utilizzare e non sprecare perché questi tempi bruciano tutto, lo spazio di una trasmissione, troppe futilità, troppe banalità, … Una giovane che nella sofferenza e nell’adesione consapevole alla volontà di Dio ha raggiunto quella maturità di fede che nel tempo diventa messaggio e testimonianza… il ricordo di una giovane diventata grande troppo presto nella sua sofferenza della brutta malattia che ha parlato con un linguaggio d’amore”. La terza intitolazione riguarda lo slargo adiacente il Palazzo proprietà Rossi nel centro storico di Castellabate, ai caduti di Kos. Il 6 ottobre del 1943, 103 ufficiali dell’Esercito Italiano, appartenenti al 10° Reggimento Regina, furono fucilati dalle truppe tedesche perché non vollero venir meno al giuramento di fedeltà alla Patria. Tra questi ufficiali vi era il Tenente Vincenzo Cardinale, decorato al valore militare. Questo eccidio avvenne pochi giorni dopo la mattanza di Cefalonia finita, come tante tragedie di militari e civili, nel famigerato “Armadio della vergogna”. Quest’episodio avvenne nell’isola greca di Kos (allora italiana).

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