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La denuncia: “All’ospedale di Vallo si lavora con apparecchiature vecchie”

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L’ira della UIL FPL: “Che fine hanno fatto i fondi stanziati per nuove apparecchiature?”

La denuncia: “All’ospedale di Vallo si lavora con apparecchiature vecchie”

L’ira della UIL FPL: “Che fine hanno fatto i fondi stanziati per nuove apparecchiature?”

Adriano Cirillo, Segretario Aziendale della UIL FPL di Vallo della Lucania, ha inviato una missiva ai dirigenti dell’Asl Salerno sottolineando la necessità di un intervento immediato sulle strutture del Presidio Ospedaliero di Vallo della Lucania.

“Già in passato – scrive Cirillo – si è provato a stimolare la Dirigenza Aziendale su questa problematica, tanto che qualcosa sembrava essersi mossa quando l’allora direttore Generale Antonio Squillante che annunciava, a noi e alla stampa, che per l’ospedale di Vallo della Lucania erano stati stanziati circa 5.000.000 di Euro per lavori di ristrutturazione ed adeguamento della struttura sanitaria, oltre ai circa 1.800.000 di Euro per l’acquisto di attrezzature sanitarie, fra cui l’angiografo per la Emodinamica, la nuova TAC e alte indispensabili attrezzature di sala operatoria”. Gli interventi, però, non sono stati del tutto effettuati”.

“Di queste opere, di questa cifra pubblicizzata e sbandierata, per quasi 5.000.000 di Euro – denunciano dal sindacato – di fatto solo 165.000€ sono stati effettivamente resi fruibili, praticamente il 3.3% di quello dichiarato, e poco altro per realizzare i Filtri Assoluti della Sale Operatorie e gli Infissi della Rianimazione”.

Cirillo, quindi, chiede che fino abbiano fatto i soldi destinati al nosocomio cilentano e le attrezzature promesse “per una cifra era di 1.800.000€” ed in particolare “una nuova TAC e un nuovo Angiografo (l’acquisto di quest’ultimo deliberato nel 2013) per la Emodinamica”.

“Ad oggi – conclude Cirillo – sono trascorsi quasi tre anni e nonostante la delibera, i progetti esecutivi redatti ed approvati, a Vallo si lavora ancora con apparecchiatura vecchia di 17 anni, con tutte le problematiche che ne conseguono”. Di qui l’appello affinché alle promesse seguano i fatti.

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