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Roccadaspide, udienza per il cineteatro: «Comune si costituisca in giudizio»

Da sei anni Roccadaspide attende il cineteatro. I lavori vanno a rilento e nel 2014 il cantiere è posto a sequestro. Il prossimo 23 settembre l'udienza che vede imputato anche il sindaco.

A cura di Redazione Infocilento
Pubblicato il 14 Settembre 2015
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Da sei anni Roccadaspide attende il cineteatro. I lavori vanno a rilento e nel 2014 il cantiere è posto a sequestro. Il prossimo 23 settembre l’udienza che vede imputato anche il sindaco.

Quattro Consiglieri comunali di Roccadaspide, Paolo Antico, Fernando Morra, Giuseppe Capuano e Francesco Mauro, in merito al giudizio penale che prenderà avvio il prossimo 23 settembre relativo alla Sala Polifunzionale e che vedrà accusati imprenditori, tecnici comunali ed il Sindaco Auricchio, dichiarano: “Siamo convinti dell’opportunità che il Comune di Roccadaspide, in rappresentanza della sua comunità, si costituisca parte civile e, quindi, auspichiamo che ci sia una vera e propria iniziativa popolare dove confluiremo volentieri”. E aggiungono: “Doveva farlo il Comune. Qualcuno, perché interessato direttamente alle sorti del processo, ancora una volta, ha posto il veto, imponendo il niet di kruscioviana memoria”.

I fatti.
Da sei anni la Comunità di Roccadaspide attende la realizzazione di un cinema – teatro e centro polifunzionale, con lavori che vanno inspiegabilmente a rilento. Anche a Roccadaspide c’era e c’è un “I have a dream” che preoccupa alcuni e trova silenti ed inoperosi gli Amministratori Comunali di maggioranza. In gioco c’è un’opera pubblica senza precedenti per la storia del Comune capofila della Valle del Calore. Si tratta di una struttura polifunzionale da adibire a Cinema e Teatro con il contributo determinante di investitori privati che, in uno con le opere di rilevanza pubblica, avrebbero dovuto realizzare anche un buon numero di abitazioni a uso civile e locali commerciali destinati alla vendita e alla remunerazione dei propri investimenti effettuati.

L’impresa aggiudicatrice della gara fu la OPSA COSTRUZIONI Sas dei fratelli Sacco e il cantiere fu aperto in quattro e quattr’otto ma, dopo poco, la stessa OPSA decise (perché?!) di subappaltare una parte dei lavori in questione a una ditta locale, la INFRATER S.r.l..

I lavori proseguono a rilento fino a che, a seguito di un’indagine della Procura della Repubblica di Salerno durata ben quattro anni, nel maggio 2014, fu disposto il sequestro penale preventivo dell’area di cantiere ed il blocco di fatto dell’opera che dura ancora oggi.

Nel marzo scorso, poi, il Tribunale di Salerno ha disposto il rinvio a giudizio a carico di undici persone tra tecnici, imprenditori e primo cittadino di Roccadaspide per ipotesi di reato che vanno dall’abuso d’ufficio alla truffa, dalla frode in pubbliche forniture allo smaltimento illecito di rifiuti non pericolosi.

Il processo farà il suo corso ma i lavori, di fatto, sono fermi da anni.

Al processo, però, nessuno rappresenterà gli interessi della comunità di Riccadaspide visto che “L’Amministrazione Comunale retta dal Sindaco Girolamo Auricchio (compreso nell’elenco dei rinviati a giudizio) attivamente ha fatto in modo che il Comune non si costituisse in giudizio”, dicono i quattro consiglieri di minoranza..

“A nulla sono valse le richieste ripetute di agire nell’interesse pubblico dei cittadini  – aggiungono – presentando dapprima un’interrogazione e poi una mozione per far costituire il Comune parte civile, oltre che per far riprendere i lavori, far completare le opere e per chiedere i danni ai responsabili dei notevoli ritardi”.

Il Consiglio Comunale del 18.05.2015 e del 03.07.2015) e la Giunta (Delibera n. 105 del 28.05.2015), però, rigettando le richieste dei quattro, hanno entrambe deliberato di non doversi costituire parte civile “Dimenticando – denunciano i consiglieri – volutamente che il vero danneggiato è il Comune e la cittadinanza di Roccadaspide che non vedono, in questo modo, tutelati i loro interessi economici, sociali e culturali”.

“Il tutto – evidenziano Paolo Antico, Fernando Morra, Giuseppe Capuano e Francesco Mauro – è ancora più grave perché questo avviene nei giorni nei quali il Comune, con scelta draconiana, si è costituito parte civile nei confronti di un cittadino accusato dalla Forestale di aver tagliato cinque piante di castagno”.

“Tutti questi avvenimenti – è il pensiero dei Consiglieri di opposizione – impongono di tutelare gli interessi della collettività nel processo che si sta per aprire con la prima udienza che si terrà già il prossimo 23 settembre. “Nell’interesse della comunità di Roccadaspide intera, siamo chiamati ad un gesto di responsabilità tanto da doverci sostituire al Comune nella costituzione di parte civile– concludono – anche per sgombrare il campo dal sospetto che il Sindaco Auricchio anteponga i suoi interessi a quelli della sua comunità”.

TAG:fernando morrafrancesco maurogirolamo auricchiogiuseppe capuanopaolo anticoroccadaspide
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