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Cilento

La bambola di pezza che scandisce il tempo: ecco l’antica tradizione della Quaresima nel Cilento

Alla scoperta della Quaresima nel Cilento, l'antica bambola di pezza che funge da calendario rituale tra fede e folklore

Di: Antonella Agresti
Pubblicato il: 18/02/2026
Aggiornato il: 21/02/2026
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Passeggiando tra i vicoli del Cilento, capita ancora di imbattersi in usanze che sembrano sospese nel tempo. In molte abitazioni, appesa a un portone o a un balcone, fa la sua comparsa la Quaresima, una figura che incarna il passaggio rituale verso la Pasqua.

Si tratta di una sorta di bambola di pezza, abbigliata solitamente di nero o con colori scuri, che funge da personificazione dei quaranta giorni di penitenza e attesa che precedono la festività religiosa.

Le telecamere di InfoCilento hanno raggiunto la signora Aurora Falcione, originaria di Valle Cilento (Sessa Cilento), che custodisce ancora la tradizione del fantoccio quaresimale e che ha condiviso i ricordi legati a questa affascinante usanza contadina.

Le origini della tradizione

Fino a pochi decenni fa, questa figura compariva il Mercoledì delle Ceneri su quasi tutti i balconi delle case contadine cilentane, restandovi esposta fino all’inizio della Settimana Santa.

La struttura della Quaresima non è casuale: ai suoi piedi, o comunque come parte integrante del simulacro, si trova spesso un’arancia (o una patata) in cui vengono conficcate delle piume. La regola vuole che le piume siano tante quante le domeniche che mancano alla Pasqua. Ogni settimana ne viene rimossa una, trasformando l’oggetto in un vero e proprio calendario agricolo e spirituale.

Tra fede e folklore locale

Questo rituale rappresenta una chiara testimonianza della commistione tra fede e folklore che caratterizza l’identità culturale del territorio. La Quaresima scandisce il ritmo delle settimane che conducono dal giorno delle Ceneri alla Risurrezione di Cristo, offrendo una misura visibile e tattile dello scorrere del tempo.

Ancora oggi, vederla appesa a un portone significa osservare un simbolo che resiste alla modernità. È un piccolo, grande segno di attaccamento alle origini e alle radici di una comunità che non vuole dimenticare il proprio passato.

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