Il dibattito sulla gestione della salute pubblica nel territorio salernitano si sposta nell’aula del Consiglio comunale di Agropoli. Massimo La Porta, consigliere comunale della città, ha annunciato la presentazione di una mozione d’indirizzo volta a ridefinire l’assetto sanitario locale. L’iniziativa punta a impegnare il Sindaco in un’azione di coordinamento presso il Comitato dei Sindaci e la Direzione Generale dell’ASL Salerno, proponendo un modello che superi la logica dei singoli presidi a favore di una visione d’insieme.
La necessità di una sanità di sistema
La proposta avanzata da La Porta non si configura come una rivendicazione isolata, ma come un progetto di rete che coinvolge un bacino d’utenza di quasi 200.000 cittadini. Nello specifico, il piano riguarda i Distretti Sanitari 69, 70 e 71, che contano rispettivamente 56.000, 96.000 e 44.000 residenti. Secondo il consigliere, un’area così vasta richiede distretti autorevoli e una reale integrazione tra la medicina territoriale, il sistema di emergenza-urgenza e le strutture ospedaliere.
Integrazione territoriale e ruolo dei presidi ospedalieri
Il cuore della mozione risiede nella fine della competizione tra i diversi poli sanitari a favore di una cooperazione strutturata. La visione proposta prevede che le strutture di Roccadaspide, Agropoli, Vallo della Lucania e Sapri operino in sinergia. Nel dettaglio, il piano suggerisce di mantenere Vallo della Lucania e Sapri come DEA di I livello, mentre per Agropoli si richiede il riconoscimento di articolazione funzionale del DEA di Vallo, dotata di un Pronto Soccorso operativo.
“Non una battaglia per un singolo ospedale, ma una proposta di sistema” ha dichiarato La Porta, sottolineando come Agropoli non cerchi privilegi, bensì il riconoscimento del proprio ruolo all’interno di una rete moderna. In questo schema, i Distretti Sanitari dovrebbero assumere il ruolo di cabina di regia per la sanità di prossimità, coordinando Case di Comunità, Botteghe di Comunità e Ospedali di Comunità.
Verso una democrazia sanitaria
L’obiettivo finale del documento è la creazione di un sistema unico in cui i servizi territoriali e gli ospedali non siano più compartimenti stagni. Per il consigliere di Agropoli, il rafforzamento dei distretti rappresenta un passaggio fondamentale per garantire il diritto alla salute in modo equo su tutto il territorio.
“Se il Comune è la base della democrazia politica, il Distretto Sanitario è la base della democrazia sanitaria” ha affermato Massimo La Porta, ribadendo l’impegno istituzionale per far ripartire una sanità che sia realmente vicina alle esigenze dei cittadini.