Il futuro del Presidio Ospedaliero di Agropoli torna al centro del dibattito politico regionale. Il consigliere della Regione Campania, Roberto Celano, ha depositato un’interrogazione formale per fare luce sulla gestione delle risorse e sul cronoprogramma per la riapertura del Pronto Soccorso, un servizio vitale per il territorio cilentano che, ad oggi, resta ancora un miraggio.
L’iniziativa, mossa su impulso del comitato civico “Obiettivo Ospedale di Agropoli” guidato dall’avvocato Lucia Grambone, richiama la Giunta regionale a un chiarimento scritto ai sensi dell’articolo 124 del Regolamento interno. Al centro della disputa c’è la mancata attuazione degli standard previsti per le zone disagiate e l’impiego dei massicci finanziamenti derivanti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Uno standard normativo non rispettato
Secondo il Decreto Ministeriale 70 del 2 aprile 2015, il presidio di Agropoli è classificato come ospedale in zona particolarmente disagiata. Questa definizione impone requisiti strutturali precisi: 20 posti letto di medicina generale, chirurgia elettiva in day surgery, una diagnostica avanzata e, soprattutto, un Pronto Soccorso con organico medico dedicato.
Nonostante la Regione Campania avesse confermato tale classificazione con il decreto n. 103 del 2018, la realtà operativa appare distante dai dettami normativi. Attualmente, la struttura ospita un semplice Punto di Primo Intervento (P.P.I.), giudicato non conforme alle necessità di un territorio che, durante la stagione estiva, arriva a contare circa 200.000 residenti.
Il “downgrade” nell’Atto Aziendale dell’ASL Salerno
Le preoccupazioni sollevate dal consigliere Celano si poggiano sui recenti documenti programmatici. L’ultimo atto aziendale dell’ASL Salerno (settembre 2024) sembrerebbe aver sancito un ulteriore depotenziamento della struttura. L’ospedale viene descritto come un presidio privo di Pronto Soccorso, orientato principalmente alla riabilitazione intensiva, alla gestione dell’anziano fragile e all’oncologia.
Sebbene sia stata prevista un’Area Funzionale Omogenea (AFO) medica con 22 posti letto, manca ancora la componente fondamentale dell’emergenza-urgenza. Durante un consiglio comunale monotematico svoltosi ad agosto 2025, i vertici dell’ASL avevano ipotizzato una revisione dell’atto subordinata al reclutamento di personale, ignorando però la possibilità di attuare la rotazione del personale medico già prevista dalla legge per i presidi legati a un DEA (Dipartimento di Emergenza e Accettazione), in questo caso quello di Vallo della Lucania.
L’enigma dei fondi PNRR e i nuovi posti letto
L’interrogazione pone l’accento sulla gestione dei quasi 916 milioni di euro destinati alla Missione Salute (M6) della Regione Campania. Sebbene il Piano Operativo Regionale abbia già portato al completamento di 130 posti di terapia intensiva e 176 di semi-intensiva in diverse province, la zona della Campania meridionale appare esclusa da questi potenziamenti.
“Non è noto quale parte dei fondi del PNRR sia stata destinata alla ASL Salerno né come siano stati scelti i soggetti attuatori esterni delegati”, denuncia Celano nel documento. Mentre altre aziende sanitarie come l’ASL di Avellino, Caserta e Napoli hanno già raggiunto obiettivi significativi, il presidio di Agropoli resta in attesa di un adeguamento che garantisca i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
Le richieste alla Giunta regionale
L’istanza presentata da Roberto Celano mira a ottenere risposte concrete su quattro punti fondamentali:
- Ripartizione risorse: Quanti fondi PNRR sono stati effettivamente allocati per la Provincia di Salerno.
- Struttura organizzativa: I motivi per cui non è stata ancora attivata la struttura prevista dal D.M. 70/2015.
- Risposte al territorio: Come l’amministrazione intenda rassicurare i cittadini di Agropoli e del Cilento in vista del bilancio 2026.
- Attivazione Pronto Soccorso: Una data certa per l’apertura del reparto di emergenza, garantendo la tutela della salute in una zona geograficamente svantaggiata.
Il documento conclude con una richiesta di adeguamento immediato dell’Atto Aziendale, affinché la programmazione della rete ospedaliera torni a rispettare le necessità di un territorio che non può più attendere.
