L’attuale volto di Salerno è quello di una città segnata da profonde contraddizioni, dove il lungo esercizio del potere ha lasciato sul campo inefficienze strutturali e un progressivo impoverimento del tessuto sociale. Secondo la sezione locale di Potere al Popolo, il capoluogo è vittima di un sistema consolidato nei decenni che, lungi dal favorire il benessere collettivo, avrebbe generato un peggioramento delle condizioni materiali della popolazione. Sotto accusa finisce la gestione politica che fa capo a Vincenzo De Luca, ritenuta responsabile di una visione amministrativa che sacrifica i bisogni dei cittadini sull’altare della speculazione.
L’emergenza abitativa e la crisi del lavoro
Uno dei nodi centrali della critica riguarda la trasformazione urbana legata al turismo. La proliferazione incontrollata di B&B, avrebbe innescato una vera e propria espulsione di massa degli abitanti, impossibilitati a sostenere costi della vita e affitti proibitivi. A questa emergenza abitativa si salda la cronica carenza di occupazione, che costringe migliaia di giovani all’emigrazione. La proposta del movimento è netta: rimettere al centro il diritto alla casa e la dignità salariale, rivendicando “il salario minimo e l’internalizzazione di chi lavora in appalto con il Comune”.
Ambiente e sviluppo: la contraddizione tra Porto e Fonderie
Il dossier ambientale rappresenta un’altra ferita aperta per il territorio. Al centro delle polemiche si trovano l’ampliamento del Porto Commerciale e la gestione delle Fonderie Pisano, casi simbolo della difficile convivenza tra attività industriale e tutela della salute. La posizione di Potere al Popolo è ferma nel rifiutare il ricatto tra occupazione e ambiente: “Non vogliamo una Salerno in cui si debba scegliere se lavorare o morire!”. L’obiettivo dichiarato è una città in cui il porto diventi uno strumento di progresso e non una fonte di emergenza ecologica, e dove il turismo non sia sinonimo di cementificazione selvaggia e privazione degli spazi pubblici.
La costruzione di un’alternativa politica
Il movimento non risparmia critiche nemmeno alle attuali minoranze in Consiglio Comunale, definite “opposizioni di facciata”. L’appello è rivolto a tutte le forze sociali, alle associazioni e ai singoli cittadini che intendono rompere con il modello amministrativo vigente per costruire una proposta basata sul protagonismo popolare. Si punta a una Salerno che sia realmente città universitaria, con collegamenti strutturali verso Fisciano, e che restituisca gli spazi sociali alla collettività, sottraendoli alle logiche del profitto privato.
L’assemblea pubblica al Centro Sociale di Pastena
Per tradurre queste istanze in un progetto politico concreto, è stata indetta un’assemblea pubblica prevista per oggi, martedì 17 marzo 2026, alle ore 18:00 presso il Centro Sociale di Pastena. L’incontro si prefigge di gettare le basi per un’alternativa che coinvolga capillarmente il territorio, dal centro alle periferie. Come sottolineato nella nota ufficiale: “L’appuntamento è per oggi […] per un’assemblea finalizzata alla costruzione di un’alternativa che ponga al centro il protagonismo della popolazione”.
