La decisione dell’Azienda ospedaliera Ruggi di Salerno di imporre un blocco generalizzato degli straordinari sta accendendo il confronto con le rappresentanze sindacali. Il fronte dei lavoratori chiede un immediato tavolo di discussione e una revisione del provvedimento, ritenuto potenzialmente critico per la tenuta dei servizi sanitari minimi.
A intervenire è il Nursind Salerno, che pur condividendo la necessità di contenere il ricorso al lavoro extra orario, contesta con forza i tempi e le modalità dell’intervento aziendale.
Nursind Salerno: “A rischio la garanzia dei servizi ai cittadini”
«L’obiettivo di ridurre l’abuso degli straordinari è giusto e lo condividiamo – afferma Biagio Tomasco, segretario generale del Nursind Salerno – ma così come è stato impostato, il provvedimento rischia di essere improvviso e poco sostenibile per i reparti già in sofferenza. Non sono stati chiariti diversi aspetti fondamentali, a partire dall’impatto concreto sull’organizzazione del lavoro e sulla garanzia dei servizi ai cittadini».
Sulla stessa linea il segretario amministrativo del sindacato, Adriano Cirillo, che richiama l’attenzione sulle conseguenze operative della misura: «In molte strutture la carenza di personale è strutturale. Senza strumenti alternativi e senza un confronto vero con chi lavora sul campo, il rischio è quello di un blocco di fatto delle attività o di un forte rallentamento delle prestazioni ai pazienti».
La voce della RSU: necessaria una programmazione condivisa
Duro anche il giudizio dei rappresentanti RSU del Nursind provinciale all’Azienda ospedaliera, Domenico Ciro Cristiano, Valerio Guida Festosi e Carmine Sammartino, che chiedono un intervento immediato dell’azienda: «Non si può intervenire su un tema così delicato senza una programmazione condivisa. Le ricadute organizzative e assistenziali rischiano di essere pesanti, soprattutto nei periodi di maggiore pressione sui reparti».
Le richieste del sindacato: tavolo tecnico e piano organici
I rappresentanti sindacali chiedono quindi l’apertura urgente di un tavolo tecnico con la direzione aziendale per rivedere il provvedimento e definire soluzioni condivise che evitino ricadute sui servizi e sui tempi di attesa. Secondo il sindacato, la questione non può essere risolta solo con misure restrittive, ma richiede anche un intervento strutturale sugli organici e sulla programmazione del personale.
