Sugli eventi ci sono opinioni contrastanti, ma sulla capacità dell’assessore Roberto Apicella di innescare polemiche pare non ci siano dubbi. L’annuncio della Festa del Pane in versione “saracena” ad Agropoli ha infatti acceso un clima di profonda delusione tra i cittadini di Trentinara e perplessità tra quelli locali. In un territorio intriso di tradizioni secolari, si assiste all’ennesimo episodio in cui le radici vengono messe da parte per far spazio a format nati altrove o, peggio, palesemente plagiati. L’evento non nasce sotto i migliori auspici, evidenziando una preoccupante mancanza di visione culturale.
Tuttavia, esiste un fattore che garantisce il risultato numerico: il calendario. Tra la fine di luglio e l’inizio di agosto, il massiccio afflusso di vacanzieri e soprattutto proprietari di seconde case assicura il pieno a qualsiasi iniziativa. In un contesto dove persino i “karaoke improvvisati” diventano l’attrazione principale dell’estate agropolese, la Festa del Pane è destinata al successo di pubblico, pur dovendo rinunciare alla sua anima.
Dalla suggestione dei vicoli all’anonimato dell’area mercatale
Il paradosso di questa edizione risiede nel contrasto tra la storia dell’evento e la sua nuova collocazione. La manifestazione abbandona i suggestivi vicoli del centro storico di Trentinara per trasferirsi in una anonima area mercatale, uno spiazzo solitamente dedicato a parcheggio o bancarelle. Se da un lato l’afflusso di persone è certo, dall’altro il valore turistico e l’identità culturale ne escono fortemente ridimensionati.
Appare inoltre paradossale il ruolo della Pro Loco, che sembra aver smarrito la propria missione: invece di promuovere il proprio paese d’origine, sceglie di valorizzarne un altro, portando avanti un evento che rischia di apparire fine a se stesso e privo di coerenza territoriale.
La ferma posizione del sindaco di Trentinara
In questo scenario di polemiche serpeggianti contro gli organizzatori e contro un’amministrazione (quella Agropolese) che sembra aver fallito nella programmazione degli eventi, il sindaco di Trentinara ha espresso il suo pensiero. Pur evitando lo scontro diretto, il primo cittadino ha ribadito con forza i confini del suo mandato amministrativo, con parole apparentemente distensive ma chiare e taglienti:
“Con la certezza che l’area mercatale del Comune di Agropoli rappresenti il luogo ideale per valorizzare la cultura, la storia e le tradizioni di un territorio, auguro al presidente della Proloco di Trentinara ed al Comune di Agropoli una ottima riuscita dell’evento. Non consentirò mai, fino all’ultimo giorno del mio mandato amministrativo nel Comune di Trentinara che ho l’onore di rappresentare, la realizzazione di eventi o altro che non abbiano come obiettivo principale, la valorizzazione dei luoghi, la promozione turistica del territorio e la crescita sociale, culturale ed economica dell’intera comunità”.
Il trionfo dei selfie sulla tradizione contadina
Nonostante le critiche e la perdita della tradizione contadina, la Festa del Pane attirerà folle di vacanzieri desiderosi di consumare pizze e pianelle, soppressate e formaggi. L’evento, in tale contesto, potrebbe cambiare nome e location senza risentirne in termini di presenze, per i motivi anzidetti.
L’indomani dell’evento, ciò che resterà non sarà un arricchimento culturale per il territorio, ma una carrellata di selfie sulle pagine social degli amministratori. Quegli stessi amministratori che, a corto di idee originali, si ritrovano a calpestare le tradizioni locali appropriandosi di quelle altrui, pur di poter raccontare ai propri elettori di aver “fatto qualcosa”. Eppure di storie da raccontare e da tradizioni da rievocare o rilanciare ce ne sarebbero. Il suggerimento potrebbe arrivare anche dal pubblico da casa.
