Un intervento complesso, durato sette ore e realizzato da tre équipe altamente specializzate, ha segnato un risultato di grande rilievo presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II. Una paziente poco più che cinquantenne, affetta da tumore al seno con metastasi al fegato, è stata sottoposta a un’unica operazione che ha consentito di trattare entrambe le patologie nello stesso tempo chirurgico.
Un approccio innovativo che ha visto tra i protagonisti il dott. Tommaso Pellegrino di Sassano, alla guida della chirurgia senologica, affiancato da un team multidisciplinare capace di integrare competenze diverse in un unico percorso terapeutico.
La procedura: laparoscopia e ricostruzione mammaria simultanea
L’intervento è iniziato con una resezione epatica anatomica eseguita in laparoscopia, per poi proseguire sul fronte senologico. In un’unica sessione i chirurghi hanno effettuato:
- L’asportazione del tumore mammario;
- La conservazione del complesso areola-capezzolo;
- Lo svuotamento del cavo ascellare;
- La ricostruzione immediata con protesi.
Nella stessa seduta è stata inoltre completata la ricostruzione dell’altra mammella, già interessata da un precedente intervento, restituendo armonia e simmetria alla paziente.
Tre équipe in sala operatoria per un unico tempo chirurgico
In sala operatoria hanno lavorato sinergicamente l’unità di chirurgia epato-bilio-pancreatica guidata dal prof. Roberto Troisi, la chirurgia senologica diretta dal prof. Tommaso Pellegrino, la chirurgia generale e la chirurgia plastica e ricostruttiva. Fondamentale è stato anche il supporto dell’équipe di anestesia e rianimazione.
La scelta di un unico intervento ha permesso di evitare alla paziente ulteriori operazioni e una seconda anestesia generale, riducendo così l’impatto fisico e psicologico del percorso di cura e favorendo un recupero decisamente più rapido. Dopo appena sette giorni, infatti, la donna è stata dimessa in buone condizioni cliniche.
La storia di Agnese e il ruolo della Breast Unit
Agnese, questo il nome della paziente, ha raccontato il suo percorso segnato dalla scoperta della malattia e dalla forza con cui ha affrontato le cure: un cammino difficile, ma sostenuto dalla fiducia nella medicina e nella vita.
Il risultato raggiunto conferma il ruolo dell’ospedale napoletano come centro di riferimento nazionale per il trattamento delle metastasi epatiche con tecniche mininvasive e rafforza il valore della Breast Unit, sempre più orientata a percorsi integrati e personalizzati. Un esempio concreto di sanità pubblica efficiente, dove professionalità e collaborazione multidisciplinare si traducono in cure avanzate e nuove speranze per i pazienti.
