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Sanità: ok a Case e ospedali di comunità, ma ora manca il personale

L'Asl Salerno centra il 100% delle aggiudicazioni per Case e Ospedali di Comunità. Ma tra cantieri al 60% e innovazione tecnologica, resta il nodo della carenza di personale medico

Di: Ernesto Rocco
Pubblicato il: 12/05/2026
Aggiornato il: 12/05/2026
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Non è soltanto una corsa cronometrata, ma una vera e propria metamorfosi strutturale quella che sta interessando la sanità pubblica nella provincia più estesa della Campania. I documenti ufficiali dell’albo pretorio di via Nizza descrivono, delibera dopo delibera, una mobilitazione amministrativa senza precedenti per mettere a terra i milioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. I dati aggiornati sullo stato di avanzamento dei lavori (Sal) restituiscono l’immagine di una macchina organizzativa che ha impresso un’accelerazione decisiva: per le 33 Case di Comunità (CdC) e gli 8 Ospedali di Comunità (OdC) previsti dal piano aziendale, l’Asl Salerno ha completato il 100% delle aggiudicazioni dei lavori.

Centrali Operative: il cuore tecnologico della riforma

Le strutture più prossime alla piena operatività reale sono le 13 Centrali operative territoriali (Cot). Essendo nuclei a prevalente trazione tecnologica e organizzativa, il loro stato di avanzamento sfiora oggi il 90% su base provinciale. Queste centrali rappresentano il “cervello digitale” della nuova assistenza sanitaria.

Il loro compito strategico sarà quello di smistare i flussi dei pazienti tra le strutture ospedaliere e i servizi territoriali, con l’obiettivo di evitare che i pronto soccorso del Ruggi o di Nocera Inferiore diventino l’imbuto inevitabile per ogni tipo di patologia. Le delibere più recenti confermano che i collaudi tecnici sono già stati avviati in diversi distretti chiave, con il fine dichiarato di renderle pienamente attive nel più breve tempo possibile.

Il progresso dei cantieri nelle Case di Comunità

Più articolato è il fronte delle Case di Comunità, pensate come le nuove porte d’accesso al sistema sanitario. Sebbene i cantieri siano stati tutti formalmente aperti, lo stato di avanzamento fisico delle opere si attesta mediamente tra il 40% e il 60%. In molti casi si tratta di complessi interventi di ristrutturazione e riqualificazione di poliambulatori già esistenti, come nel caso delle strutture dell’agro nocerino-sarnese, dove l’integrazione con i servizi sociali è già oggetto di protocolli d’intesa.

Per quanto riguarda gli 8 Ospedali di Comunità — presidi intermedi da 20 posti letto destinati a ricoveri brevi — i lavori sono focalizzati sull’adeguamento sismico e l’efficientamento energetico, con punte di avanzamento significative nei cantieri di Roccadaspide e del Vallo di Diano.

L’incognita del personale e il rischio delle “scatole vuote”

Nonostante la rassicurante progressione dei cantieri, l’ultimo monitoraggio di Agenas (l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) evidenzia un’ombra di preoccupazione. Sebbene Salerno sia in linea con i target Pnrr per la parte infrastrutturale, il rischio di una “mancata operatività” entro il termine perentorio di giugno 2026 resta classificato come medio-alto.

Il paradosso è evidente: l’azienda sta costruendo i contenitori, ma fatica a trovare i contenuti umani. Per far funzionare a pieno regime la rete delle 33 Case di Comunità, mancano all’appello circa 200 infermieri di famiglia e decine di medici di medicina generale disposti a operare in forma aggregata. Per arginare la carenza di camici bianchi, l’Asl Salerno sta puntando massicciamente sull’innovazione, con delibere per la telemedicina e il telemonitoraggio già esecutive, con l’ambizione di collegare digitalmente i borghi più isolati del Cilento.

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