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Inchiesta appalti a Capaccio Paestum: revocate le misure per tre imputati

Il Tribunale di Vallo della Lucania revoca le misure cautelari per tre imputati nell'inchiesta appalti a Capaccio Paestum. Tutti i dettagli sul processo

Di: Alessandra Pazzanese
Pubblicato il: 13/04/2026
Aggiornato il: 14/04/2026
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Svolta nell’ambito del procedimento sui presunti appalti pilotati per la pubblica illuminazione a Capaccio Paestum. Il presidente del Tribunale di Vallo della Lucania, Vincenzo Pellegrino, ha disposto la revoca delle misure cautelari nei confronti di tre figure coinvolte nel procedimento.

Tornano pienamente in libertà Vittorio De Rosa e Alfonso D’Auria, vertici della società Dervit, insieme ad Andrea Campanile, ex capostaff dell’ex sindaco di Capaccio Paestum, Franco Alfieri. Fino a questo momento, De Rosa era sottoposto all’obbligo di dimora a Salerno, D’Auria al divieto di dimora nel comune cilentano e Campanile all’obbligo di firma. La decisione del giudice è giunta con il parere favorevole del pubblico ministero.

Le motivazioni del Tribunale e l’iter processuale

Alla base del provvedimento vi è una valutazione tecnica legata allo stato del dibattimento. Secondo il magistrato, essendo già stati escussi tutti i testimoni citati dalla pubblica accusa, non sussistono più le esigenze cautelari né il rischio di reiterazione del reato. A pesare sulla decisione è stato anche il comportamento degli imputati, i quali hanno rispettato pienamente le restrizioni imposte durante la fase precedente.

Il processo riprenderà il prossimo 23 aprile. In tale occasione verranno ascoltati i testimoni indicati dalla difesa, in un quadro accusatorio che ipotizza i reati di turbata libertà degli incanti e corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio.

La posizione di Franco Alfieri e degli altri coinvolti

Resta invece invariata la situazione per gli altri protagonisti dell’inchiesta. Il Responsabile Unico del Procedimento (RUP), Carmine Greco, rimane destinatario del divieto di dimora nella città dei Templi. Per quanto riguarda l’ex sindaco Franco Alfieri, permane l’obbligo di dimora a Torchiara, cui si aggiungono gli arresti domiciliari per un altro processo che lo vede accusato di un presunto patto elettorale politico-mafioso legato alle Amministrative 2019.

Per il processo sulla pubblica illuminazione, invece, le accuse a suo carico includono anche il reato di falso ideologico.

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