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Girolamo Auricchio denuncia lo ‘scempio’ contro il Sud: la nuova Legge sulla Montagna esclude 120 comuni campani

"Il grido d'allarme di Girolamo Auricchio: la nuova Legge sulla Montagna e il Piano Aree Interne condannano il Sud al declino"

Di:
Ernesto Rocco
Pubblicato il: 08/01/2026
Aggiornato il: 09/01/2026
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La questione delle aree interne e della nuova legislazione sulla montagna sta assumendo i contorni di una vera e propria crisi di equità territoriale. Girolamo Auricchio, presidente dell’associazione Aree Interne e dell’Area Interna del Cilento, ha lanciato un duro atto d’accusa contro le recenti politiche governative, parlando di “ennesima disuguaglianza che penalizza il nostro Sud tra il silenzio generale di tutte le forze politiche”.

Al centro della polemica c’è il divario tra le promesse di rilancio e la realtà dei numeri, che sembrano condannare i piccoli borghi a una scomparsa programmata.

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Il paradosso dei fondi e la “morte dolce” dei piccoli comuni

Uno dei punti più critici sollevati da Auricchio riguarda l’insufficienza dei finanziamenti destinati alla Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI). Nonostante l’aumento del numero di comuni coinvolti, passati da 72 a 128, le risorse non sono cresciute proporzionalmente.

L’analisi dei costi per il Cilento Interno è impietosa: Auricchio spiega che i 15 milioni di euro assegnati per il ciclo 2021-2027, una volta divisi tra i 29 comuni dell’area per sei anni, portano a una cifra irrisoria di circa 86.000 euro all’anno per ogni singolo comune.

“Come è possibile pensare che questi comuni, con 86.000 € all’anno, possono migliorare i servizi erogati e sostenere lo sviluppo locale?” si chiede Auricchio. “Il Governo sembra un medico folle che, invece di salvare il malato, gli promette una dolce morte.”

Questa metafora si collega a un passaggio shock presente nel Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne, approvato lo scorso aprile. Secondo Auricchio, nel documento si legge testualmente che: “Molti piccoli comuni si trovano di fronte ad uno spopolamento irreversibile e, pertanto, gli stessi dovranno essere accompagnati al declino”.

La legge sulla montagna e l’algoritmo della discordia

Un altro fronte caldo è la nuova Legge sulla Montagna. Il criterio principale adottato per definire un comune come “montano” e garantirgli l’accesso ai fondi si basa su parametri altimetrici e di pendenza. Questa scelta tecnica avvantaggia inevitabilmente le Alpi rispetto agli Appennini.

Le conseguenze per la Campania e il Mezzogiorno sono pesanti: circa 1.357 comuni in tutta Italia perderebbero i benefici legati allo status di ente montano, di cui ben 120 solo in Campania.

“Una disuguaglianza continua, inaccettabile che considera la montagna, per avvantaggiare il Nord e distruggere il Sud, un’altitudine e non una condizione sociale e territoriale,” denuncia il presidente.

Il paradosso diventa evidente quando si confrontano le realtà in difficoltà del Cilento — come Piaggine, Aquara o Valle dell’Angelo — con località turistiche d’eccellenza del Nord. Località come Cortina d’Ampezzo o Livigno, che godono di una crescita demografica costante e di una ricchezza consolidata, continueranno a beneficiare di misure di contrasto allo spopolamento che, secondo Auricchio, dovrebbero essere riservate a chi rischia davvero di scomparire.

Tra infrastrutture e burocrazia: il doppio standard

L’articolo mette in luce anche una profonda disparità nel trattamento burocratico e ambientale. Mentre per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 lo Stato ha investito oltre 4 miliardi di euro, con molte opere esentate dalla Valutazione Ambientale Strategica (VAS), nei territori del Sud la burocrazia sembra paralizzante.

Auricchio sottolinea come nel Parco Nazionale del Cilento sia necessario un doppio parere (Ente Parco e Soprintendenza) anche per piccoli interventi edilizi come il rifacimento di un intonaco, mentre al Nord si procede a grandi cantieri con procedure semplificate.

Le proposte per il futuro

Non mancano le proposte concrete per invertire la rotta. L’Area Interna del Cilento ha suggerito al Governo l’istituzione di una fiscalità di vantaggio per incentivare le imprese locali e l’estensione dei benefici fiscali, attualmente riservati ai pensionati che si trasferiscono all’estero, a chi sceglie di risiedere nelle aree interne italiane.

Un’altra proposta riguarda l’emergenza bradisismo nei Campi Flegrei: invece di prevedere trasferimenti di nuclei familiari verso regioni del Nord o del Centro Italia, Auricchio propone di accoglierli nelle aree interne della Campania, dove lo spopolamento ha lasciato spazi disponibili e dove queste nuove energie potrebbero contribuire al rilancio sociale ed economico del territorio. Leggi il documento completo, clicca qui.

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