A quasi cinque anni dal naufragio, la Mensh II è ancora arenata sulla spiaggia libera di Eboli, ridotta a un relitto che continua a deteriorarsi tra plastica, metallo e materiali inquinanti. Nonostante ordinanze e segnalazioni istituzionali, la rimozione non è mai avvenuta. L’estate si avvicina e la spiaggia sarà presto frequentata dai bagnanti, rendendo la situazione non più sostenibile.
I rischi per l’ambiente e la sicurezza dei cittadini
Il relitto rappresenta un grave rischio ambientale a causa del continuo rilascio di microplastiche nell’ecosistema marino. Oltre al danno ecologico, la struttura fatiscente costituisce un pericolo per la sicurezza dei cittadini e un evidente segno di degrado del litorale, proprio in un’area che dovrebbe puntare sulla valorizzazione turistica.
L’affondo di Francesco Emilio Borrelli: “Ora basta scuse”
“È uno scandalo inaccettabile – dichiara il deputato Francesco Emilio Borrelli –. Siamo nel 2026 e stiamo ancora parlando di un relitto del 2021. Se questa barca fosse finita nel porto di una località d’élite, sarebbe stata rimossa in 48 ore. Qui lo Stato sembra essersi arreso a una società straniera che ignora le leggi italiane. Chiediamo che il Ministero dell’Ambiente e la Guardia Costiera intervengano subito: si rimuova il relitto e si addebitino le spese ai proprietari, senza più scuse”.
Verso la stagione balneare 2026: l’appello della comunità
La comunità locale chiede interventi immediati in vista della stagione balneare 2026. Con il passare del tempo, l’azione degli agenti atmosferici rende il recupero sempre più complesso e urgente: la bonifica integrale del tratto di spiaggia libera non è più rinviabile per restituire decoro e sicurezza a cittadini e turisti.
