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Detenuti al lavoro per Salerno: sottoscritto protocollo tra Comune e carcere

Firmato il protocollo a Salerno per il reinserimento dei detenuti tramite lavori di pubblica utilità. Prevista anche un'area di accoglienza per le famiglie

Di: Federica Inverso
Pubblicato il: 02/07/2026
Aggiornato il: 02/07/2026
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Un protocollo che rappresenta un impegno concreto per costruire opportunità di reinserimento dei detenuti e rafforzare il legame tra il carcere e la città di Salerno. Questa mattina, con la firma dell’intesa tra la Casa Circondariale e il Comune di Salerno, vengono poste le basi per avviare percorsi di lavori di pubblica utilità destinati ai detenuti ritenuti idonei.

Lavori di pubblica utilità e funzione rieducativa

Attività volontarie che spaziano dalla cura del verde pubblico alla manutenzione di spazi e beni comunali, fino al supporto di iniziative sociali e culturali. Un percorso che punta a responsabilizzare le persone detenute, favorirne il reinserimento nella comunità e contribuire, attraverso il lavoro, a prevenire il rischio di recidiva.

L’obiettivo è quello di trasformare la pena in un’occasione di crescita, restituendo valore alla funzione rieducativa prevista dalla Costituzione e costruendo un rapporto più stretto tra istituzioni, carcere e territorio.

Attenzione alle famiglie: una nuova area di attesa esterna

Quella di questa mattina è stata l’occasione per sottolineare anche l’attenzione particolare alle famiglie dei detenuti. Il Comune realizzerà infatti un’area di attesa esterna alla struttura penitenziaria, pensata per offrire un luogo più dignitoso e accogliente per le persone che attendono i colloqui. Il protocollo vedrà impegnati per adesso sei giovani detenuti.

Le parole del sindaco Vincenzo De Luca

“Attribuiamo a questo progetto un valore particolarmente elevato. Il carcere è diventato ormai, in Italia, una scuola di delinquenza, non un’occasione di recupero. Con questo progetto vogliamo confermare che intendiamo andare avanti sulla linea della sicurezza e del rigore nella lotta contro i delinquenti, ma su una linea di solidarietà, cioè aprendo le braccia a quei ragazzi e a quelle ragazze che vogliono impegnarsi in un recupero sociale. Dobbiamo offrire, per quanto possibile, una possibilità di recupero tramite il lavoro, tramite la responsabilità”, ha detto il primo cittadino.

Il sindaco ha poi aggiunto dettagli importanti sull’intervento strutturale dedicato ai parenti dei reclusi:

“Poi faremo anche un lavoro di sensibilità sociale. Ci è stato segnalato dalla direzione del carcere che le famiglie, nella giornata dei colloqui, aspettano magari ore davanti al carcere per andare a visitare i propri congiunti. Le famiglie sono in genere le mamme e le mogli. Abbiamo deciso di realizzare una struttura prefabbricata con i bagni, per quel minimo di accoglienza e di civiltà che è dovuto, soprattutto a donne che vivono già una tragedia familiare e che hanno il diritto almeno di attendere i colloqui in una condizione degna di un paese civile”, le parole del sindaco De Luca.

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