Il panorama della governance territoriale italiana si arricchisce di una proposta metodologica che punta a rivoluzionare il concetto stesso di decisione politica. Si chiama SIGoT® (Sistema Integrato di Governo del Territorio) e la sua genesi porta una firma precisa: quella di Antonio Cancro, originario di Corleto Monforte. Che un progetto di tale portata nazionale veda la luce in un piccolo centro dell’entroterra salernitano, nel cuore dei monti Alburni, non è un dettaglio pittoresco, ma un segnale politico forte: la riflessione sulla qualità del governo emerge laddove il legame tra scelta e impatto sul territorio è più intimo e diretto.
Oltre la burocrazia: la logica della coerenza
In un’epoca segnata dalla gestione dei fondi legati alla programmazione 2023-2027, la sfida per Comuni, Regioni e GAL non è più soltanto “quanto” spendere, ma “come” decidere. SIGoT® non si presenta come l’ennesimo software tecnico o un ulteriore appesantimento burocratico. Al contrario, si propone come un impianto metodologico che interviene a monte del processo decisionale.
L’obiettivo è superare la frammentazione degli interventi che, pur essendo singolarmente legittimi, spesso generano squilibri una volta sommati tra loro. Il sistema introduce una “architettura della scelta” basata su una sequenza logica non invertibile: ricostruzione dell’identità territoriale, strutturazione dell’intenzione, verifica di coerenza e motivazione tracciabile.
Un sistema per enti pubblici e imprese
La forza del modello risiede nella sua versatilità. Per gli enti pubblici, adottare questo metodo significa blindare la qualità delle scelte strategiche, prevenendo conflitti e garantendo che ogni azione sia coerente con la natura profonda del luogo. Allo stesso tempo, le imprese possono utilizzare il sistema per valutare ex ante il valore dei propri progetti, verificando la compatibilità strutturale prima ancora di scontrarsi con le lungaggini dell’ammissibilità formale.
Come sottolineato dal suo ideatore, Antonio Cancro, non si tratta di un semplice metodo di analisi, ma di una vera e propria struttura di responsabilità. Il passaggio culturale proposto è netto: muoversi dalla logica della conformità a quella della coerenza. Una decisione isolata, priva di radici nell’identità del territorio, è destinata a produrre instabilità nel lungo periodo.
Il primato delle aree interne nella governance
Il fatto che SIGoT® parta da Corleto Monforte suggerisce che le aree interne possano trasformarsi in laboratori d’eccellenza per la transizione ecologica e lo sviluppo rurale. In questi contesti, la complessità del territorio — fatta di permanenze storiche e fragilità latenti — richiede una lettura strutturale che i grandi centri urbani tendono a semplificare.
