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Cilento

San Barbato tra storia e devozione: il legame indissolubile con Valle dell’Angelo

Oggi si celebra San Barbato, Santo patrono di Valle dell’Angelo che lo festeggia anche a luglio

Di: Alessandra Pazzanese
Pubblicato il: 19/02/2026
Aggiornato il: 19/02/2026
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Il 19 febbraio la Chiesa ricorda San Barbato, figura centrale per l’evangelizzazione dell’Italia Meridionale in un’epoca di profonda crisi religiosa. Vescovo di Benevento, città dove si spense nel 683, Barbato è ricordato come un uomo di vasta cultura che seppe guidare le popolazioni del Sud verso una fede più consapevole e radicata. Sebbene il suo culto non sia ampiamente diffuso su scala nazionale, esistono comunità che ne custodiscono la memoria con un fervore rimasto intatto nei secoli.

La fede nel cuore del Cilento: il caso di Valle dell’Angelo

Tra i centri che affidano la propria protezione al Santo spicca Valle dell’Angelo, il comune più piccolo della Campania. Qui la figura di San Barbato non è solo un riferimento religioso, ma l’asse portante dell’identità cittadina. Il cuore pulsante di questa devozione è la chiesa parrocchiale, situata nel centro del borgo. Originariamente nata come una piccola cappella, la struttura è stata ampliata nel tempo per rispondere alla crescita demografica, fino a diventare una delle architetture sacre più pregevoli dell’intero Cilento.

Un passaggio fondamentale nella storia di questo luogo di culto risale alla seconda metà del 1500, quando la chiesa ottenne l’indipendenza dalla Collegiata di Santa Maria Maggiore di Laurino. Da quel momento, la comunità poté celebrare le funzioni senza attendere autorizzazioni esterne, acquisendo circa un secolo dopo anche il diritto alla fonte battesimale.

Oggi l’edificio si presenta con un impianto a tre navate, arricchito da altari di pregio, statue e tele che testimoniano la cura e l’amore dei fedeli per il proprio patrono.

Un doppio appuntamento con la tradizione

La comunità di Valle dell’Angelo celebra il suo protettore in due momenti distinti dell’anno, ognuno con una propria sfumatura emotiva:

• Il 19 febbraio: giorno della solennità liturgica. La ricorrenza mantiene un carattere prettamente spirituale, scandito dalle celebrazioni in chiesa e dalla suggestiva processione tra i vicoli del borgo.

• Il 31 luglio: una seconda festività nata negli anni ’30 del Novecento per commemorare l’arrivo delle reliquie del Santo in paese. Questo evento, reso possibile dall’impegno del canonico don Barbato Iannuzzi, ha assunto col tempo una risonanza ancora maggiore.

Il richiamo delle radici e il rito delle cente

La festa di luglio rappresenta un vero e proprio richiamo alle origini. Molti cittadini emigrati tornano a Valle dell’Angelo proprio per onorare San Barbato, manifestando una devozione che si fa tangibile attraverso la presenza delle “cente”.

Queste caratteristiche strutture votive, composte da candele addobbate, vengono portate in dono e in processione, simboleggiando il legame indissolubile tra il popolo e il suo pastore. In questa piccola realtà cilentana, la figura di San Barbato continua a essere il ponte tra un passato di cultura e un presente di fede vissuta.

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