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Politica

Case di Comunità: FP CGIL Salerno denuncia imposizioni e modifiche dei turni, chiesto confronto urgente ad ASL e istituzioni

La FP CGIL Salerno denuncia trasferimenti d’ufficio e modifiche dei turni senza confronto sindacale, chiedendo ad ASL, sindaci e Presidente Fico di rispettare il CCNL per non rallentare l’attivazione delle Case di Comunità

Di: Comunicato Stampa
Pubblicato il: 25/03/2026
Aggiornato il: 25/03/2026
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Capezzuto

Apertura Case di Comunità ASL Salerno con imposizioni di trasferimenti d’ufficio e modifiche dei profili orari senza confronto coi lavoratori e sindacati.  La FP CGIL chiede un confronto urgente all’ASL e scrive a sindaci e Fico: si rischia di rallentare il processo senza condividere le scelte come previsto dalla normativa.

La nota della FP CGIL

La FP CGIL Salerno in una nota al Direttore Sanitario ASL Salerno, Primo Sergianni, al Direttore U.O.C. Professioni Sanitarie, Mirco Gregorini, e per conoscenza ai Direttori dei Distretti Sanitari e ai Comitati dei Sindaci distrettuali Asl Salerno e al Presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha evidenziato una serie di criticità ordine alla manifestazione di interesse per l’attivazione di Case di Comunità, riservata a Infermieri, Operatori Sociosanitari, Fisioterapisti, Assistenti Sociali e Ruolo Amministrativo” 16/03/2026 pubblicato sul sito web Asl Salerno il 16/03/2026.

Le contestazioni

La FP CGIL Salerno, pur essendo pienamente consapevole dell’indispensabilità della riforma della medicina territoriale e della necessità di attivare il prima possibile le Case di Comunità per il potenziamento dei servizi ai cittadini, ritiene non condivisibile che tale operazione venga gestita attraverso imposizioni organizzative prive di un adeguato confronto sindacale, sia in ordine all’interesse dei lavoratori, sia a quello del buon e celere esito della procedura.

A maggior ragione che durante l’incontro coi sindacati dello scorso 10/3/2026,  l’ASL aveva assunto l’attivazione di procedure di mobilità intra-aziendale, per una fase successiva. Invece l’ASL ha agito di imperio, senza confronto coi sindacati e in spregio, non solo al CCNL e al D.Lgs. 165/2001, ma anche al Regolamento sulla mobilità intra-aziendale proposto e sottoscritto dalla stessa ASL, che prevedono specifiche modalità per la mobilità intra-aziendale che ora si vogliono negare. Non solo una beffa, ma lo spregio del rispetto della certezza del diritto!

Tale situazione risulta ancora più rilevante a fronte dello stravolgimento dei profili orari e della turnistica prefigurati per i lavoratori da collocare nelle nuove strutture. L’Azienda ipotizza per i lavoratori dei Distretti il passaggio da turni antimeridiani dal lunedì al venerdì a regimi di turnazione H12 estesi su 6 o 7 giorni settimanali, non tenendo in considerazione la realtà dei profili orari attualmente in essere, consolidati negli anni attraverso scelte occupazionali relative a specifici assetti organizzativi, per conseguire una migliore conciliazione vita-lavoro spesso dovute alla necessità di cura di minori o familiari disabili, ma soprattutto delle idoneità mansionali.

E’ veramente singolare che un progetto di equità e inclusione sanitaria, possa avere un effetto boomerang sugli obiettivi regionali complessivi, penalizzando soprattutto le scelte consolidate di lavoratori portatori di limitazioni, donne lavoratrici, a maggior ragione laddove siano madri di nuclei monoparentali, e lavoratori che provvedono al carico di cura di persone fragili nel nucleo familiare.

Le richieste

Il sindacato non contesta sic et simpliciter il cambio di orario, ma evidenzia che l’indispensabile e auspicata evoluzione del sistema sanitario non può e non deve avvenire attraverso lo smantellamento delle garanzie normative e l’esclusione della rappresentanza dei lavoratori, a maggior ragione che il CCNL prevede specifiche modalità di relazioni sindacali su tutto ciò che impatti sull’”organizzazione del lavoro” e “abbia una dimensione progettuale, complessa e sperimentale, di carattere organizzativo dell’Azienda”!

In definitiva, si rappresenta ai Comitati dei Sindaci distrettuali Asl Salerno e al Presidente della Regione Campani che si corre il rischio che gli obiettivi fissati dalla Regione siano intralciati, anziché accelerati, da modalità non condivise con le OO.SS., ovvero, in assenza del confronto coi sindacati previsto dal CCNL che prevede un “un dialogo approfondito sulle materie, al fine di consentire ai soggetti sindacali di esprimere valutazioni esaustive e di partecipare costruttivamente alla definizione delle misure che l’Azienda intende adottare”.

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