Caro carburanti: balzo in Campania. Guardia di Finanza intensifica i controlli

Prezzi alle stelle per benzina e gasolio dopo la crisi in Medio Oriente. La Guardia di Finanza intensifica i controlli sulla filiera per prevenire speculazioni e frodi

Benzina

L’instabilità geopolitica in Medio Oriente torna a pesare direttamente sulle tasche degli automobilisti italiani. In un arco temporale di soli tre giorni, i prezzi alla pompa hanno subito un’impennata vertiginosa, alimentata dalle tensioni belliche che vedono coinvolti USA, Israele e Iran. Con il Brent che ha sfondato quota 85 dollari al barile, il riflesso sui listini nazionali è stato immediato, colpendo con particolare ferocia le regioni del Mezzogiorno.

La mappa dei rincari: Sicilia e Campania le più colpite

Secondo l’analisi condotta dall’Unione Nazionale Consumatori su dati Mimit, il gasolio in modalità self service ha registrato picchi allarmanti. La Sicilia guida la classifica dei rialzi con un balzo di 11,6 centesimi al litro, che si traduce in un aggravio di 5,80 euro per un singolo pieno da 50 litri. Seguono a ruota il Molise (+10,6 centesimi) e la Campania, dove l’aumento di 10,5 centesimi comporta una spesa extra di 5,25 euro a rifornimento. Anche la benzina non è risparmiata, con Calabria e Bolzano che sono state le prime a superare la soglia psicologica di 1,8 euro al litro.

L’accusa di Assoutenti: “Andamento del tutto anomalo”

Nonostante le quotazioni del greggio siano in rialzo, le associazioni dei consumatori puntano il dito contro dinamiche che sembrano andare oltre le logiche di mercato. Il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, ha presentato una segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza, definendo l’attuale scenario come “del tutto anomalo sia per la velocità dei rincari, sia per la loro entità”. Il sospetto principale riguarda il fatto che il petrolio attualmente venduto sia stato acquistato dalle compagnie mesi fa, a prezzi decisamente inferiori rispetto a quelli attuali.

Scatta il piano straordinario della Guardia di Finanza

In risposta a questa emergenza, su indicazione del Ministro dell’Economia e delle Finanze di concerto con il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, la Guardia di Finanza ha ufficialmente rafforzato il presidio di legalità lungo l’intera filiera dei carburanti. L’obiettivo è prevenire distorsioni che possano alterare il mercato e danneggiare i consumatori.

Le Fiamme Gialle verificheranno l’osservanza delle norme su trasparenza e pubblicità dei prezzi, analizzando i valori di mercato in ogni fase della commercializzazione per far emergere eventuali accordi anticoncorrenziali. Il piano mira inoltre a contrastare l’illegalità diffusa: le rapide oscillazioni dei prezzi aumentano infatti il rischio di frodi, come l’immissione in consumo di prodotti sottratti al regime impositivo o la falsa classificazione merceologica dei carburanti.

L’appello al Governo: taglio delle accise e controlli a tappeto

Nonostante l’attivazione dei controlli, la pressione sulla politica resta altissima. Massimo Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, ha chiesto un intervento d’urgenza per frenare la deriva dei prezzi, invocando una riduzione immediata delle accise di almeno 10 centesimi.

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