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Ateneo di Salerno, dipendenti segnalano la presenza di personale esterno non contrattualizzato: chiesto l’intervento dei vertici

Un gruppo di dipendenti dell'Università di Salerno segnala la presenza di esterni senza contratto nei dipartimenti e chiede tutele e regole chiare

Di: Redazione Infocilento
Pubblicato il: 18/05/2026
Aggiornato il: 18/05/2026
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Università di Salerno

Presenza non autorizzata di personale esterno nei dipartimenti dell’Università degli Studi di Salerno: un gruppo di dipendenti dell’ateneo ha sollevato formalmente la questione, indirizzando una nota ai vertici accademici per chiedere interventi immediati di regolarizzazione e controllo.

La segnalazione, inviata al rettore, al direttore generale e per conoscenza a tutto il personale tecnico-amministrativo e di biblioteca (TAB), evidenzia la frequentazione sistematica dei locali universitari da parte di soggetti che attualmente non hanno un contratto attivo. Si tratterebbe di ex assegnisti, borsisti, dottorandi, cultori della materia e collaboratori che continuano a frequentare i dipartimenti senza una formale copertura amministrativa.

Le ragioni della segnalazione e i rischi per i soggetti esterni

Gli autori della nota hanno scelto deliberatamente di non fare nomi, specificando che le segnalazioni ricevute contengono riferimenti nominativi che è doveroso non riportare nel rispetto delle persone coinvolte. L’obiettivo dell’intervento è affrontare il problema da una prospettiva generale, legata a esigenze di trasparenza, imparzialità e gestione organizzativa.

Il primo nodo riguarda la tutela degli stessi operatori esterni, i quali, muovendosi in assenza di un titolo formale, rischiano di trovarsi in una posizione di fragilità, priva di garanzie e vulnerabile a potenziali forme improprie di utilizzo o sfruttamento. A questo si aggiunge la necessità di assicurare una parità di trattamento rispetto ad altri soggetti esterni che vorrebbero collaborare con l’ateneo, ma che devono poterlo fare tramite procedure pubbliche e non discrezionali. La mancanza di regole chiare, secondo i dipendenti, rischierebbe altrimenti di generare uno sbilanciato vantaggio relazionale e ambientale per taluni nella carriera accademica o amministrativa.

Le ripercussioni sul personale amministrativo e la sicurezza

L’assenza di provvedimenti formali di autorizzazione rischia di creare zone grigie con pesanti conseguenze sul piano organizzativo, assicurativo e delle responsabilità professionali. Il timore principale espresso dal personale riguarda il pericolo di impropri trasferimenti di responsabilità sulle figure tecniche e amministrative.

In caso di incidenti, accessi non autorizzati alle banche dati, contestazioni sui verbali d’esame o problemi legati all’uso dei laboratori e delle strumentazioni scientifiche, la mancanza di una copertura formale per gli esterni esporrebbe direttamente i dipendenti di ruolo a contestazioni legali e amministrative. Per ovviare a questo scenario, i lavoratori chiedono che ogni soggetto esterno impegnato in attività didattiche, di laboratorio, di supporto agli esami, orientamento o eventi sia munito di un titolo formale, tracciabile e coerente con i regolamenti interni. Tale titolo dovrà indicare chiaramente il referente scientifico, i limiti delle mansioni consentite, le coperture assicurative obbligatorie e i protocolli sulla sicurezza e sulla privacy.

La richiesta di un intervento strutturale ai vertici dell’ateneo

I dipendenti sottolineano come sia difficile attendersi denunce formali dettagliate o corredate da firme da parte dei singoli lavoratori dell’ateneo. Le comprensibili remore legate al timore di conseguenze relazionali, professionali o ambientali rendono infatti poco realistico attendersi denunce nominative dirette.

Per questa ragione viene esclusa la logica della gestione dei singoli casi isolati, invocando invece un presidio organizzativo strutturale valido per l’intera comunità accademica. La lettera si conclude con l’auspicio che il rettore e il direttore generale valutino l’invio di una circolare restrittiva a tutti i direttori di dipartimento e l’avvio di verifiche ricognitive interne, affinché chiunque operi negli spazi dell’università sia preventivamente e formalmente autorizzato.

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