Dopo anni di attesa, Agropoli ha risposto con un abbraccio collettivo al ritorno della Via Crucis Vivente. Un successo di pubblico che ha superato ogni aspettativa, trasformando il borgo antico in un teatro a cielo aperto dove il sacro si è mescolato alla suggestione dei luoghi. L’edizione 2026 non è stata solo una rappresentazione religiosa, ma un momento di profonda coesione per l’intera comunità cilentana.
Il percorso: dall’Ultima Cena alla Crocifissione
La narrazione della Passione è iniziata in un’atmosfera sospesa presso il fossato del Castello Angioino Aragonese. Qui, tra le mura millenarie, sono andate in scena le prime, toccanti fasi: l’Ultima Cena, il tormento del tradimento di Giuda e il drammatico momento dell’arresto di Gesù.
Il corteo si è poi spostato verso la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo. Sul sagrato dell’edificio sacro si è consumato il processo a Gesù, una scena carica di tensione che ha tenuto il pubblico col fiato sospeso. Da qui, la rievocazione si è snodata lungo le caratteristiche stradine del centro storico, con le stazioni della Via Crucis che hanno trovato nei vicoli la loro naturale e perfetta collocazione scenografica.
L’epilogo in Piazza Sanseverino
Il momento culminante della serata si è svolto in Piazza Sanseverino. Sotto un cielo notturno carico di suggestione, si è consumata la scena della Crocifissione. Il silenzio della piazza, interrotto solo dalle musiche curate dalla direzione artistica, ha segnato il punto più alto di un percorso emozionale che ha saputo coniugare il rigore della fede con la spettacolarità della messa in scena.
Soddisfazione espressa dagli organizzatori e da don Pasquale Gargione, che ha visto realizzato il desiderio di riportare la Passione nel cuore pulsante di Agropoli, proiettando fedeli e visitatori verso la Settimana Santa con un’intensità rinnovata.