Il futuro del litorale di Agropoli al centro di un acceso dibattito tecnico e legale. L’associazione Mare Libero APS ha presentato formali osservazioni al Piano Attuativo di Utilizzazione delle Aree del Demanio Marittimo (PAD), adottato dal Comune. Il documento, firmato dal presidente Danilo Ruggiero, contesta l’impostazione del piano, ritenuta eccessivamente sbilanciata a favore delle concessioni private a discapito della libera fruizione dei cittadini.
Il primato della fruizione collettiva e il diritto al mare
Secondo Mare Libero APS, il piano adottato dall’amministrazione comunale invertirebbe la gerarchia dei valori sancita dalla giurisprudenza. L’associazione richiama le recenti sentenze del TAR Campania (nn. 869 e 870 del febbraio 2026), le quali ribadiscono che “l’accesso libero al mare costituisce una manifestazione di un diritto fondamentale della persona”.
Nelle osservazioni si legge come il demanio marittimo debba essere considerato un bene naturalmente destinato alla fruizione collettiva, mentre la concessione a privati dovrebbe rappresentare solo un’eccezione. “Qualsiasi atto pianificatorio deve partire dal primato della fruizione collettiva, e non utilizzando invece la formula concessoria come modalità ordinaria di gestione del demanio” si legge nel documento inviato al Consiglio Comunale.
Criticità sulla gerarchia degli obiettivi del PAD
Uno dei punti più critici sollevati riguarda la Relazione Generale del PAD (elaborato n. 19), dove la spiaggia libera appare relegata all’ultimo posto tra gli obiettivi del piano, preceduta dalla salvaguardia paesaggistica, dall’ottimizzazione turistica e dalla definizione delle concessioni.
L’associazione denuncia un’impostazione che riduce il demanio a mera risorsa economica, finalizzata a “favorire la migliore funzionalità e produttività delle attività turistiche”. Questa visione, secondo Mare Libero, relegherebbe l’accesso libero a un rango “secondario se non residuale”, in contrasto con il valore costituzionale del bene pubblico.
La richiesta di tutela ambientale e varianti al piano
Oltre alla questione dell’accessibilità, le osservazioni pongono l’accento sulla tutela ambientale. L’associazione chiede che venga acquisita la Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA) per tutti gli ambiti che ricadono nei siti della Rete Natura 2000 (SIC e ZPS) e il nulla osta dell’Ente Parco per le aree interne al Parco Nazionale del Cilento.
Tra le richieste principali avanzate al Consiglio Comunale di Agropoli figurano: il recepimento integrale degli emendamenti proposti prima dell’approvazione definitiva; la creazione di elaborati cartografici dedicati esclusivamente alle spiagge libere, che ne garantiscano quantità, qualità e accessibilità; l’avvio delle procedure di gara per le concessioni entro i termini di legge, evitando proroghe automatiche o de facto.
L’associazione si è dichiarata pronta a un’audizione davanti al Consiglio Comunale per illustrare nel dettaglio le criticità rilevate e difendere quello che definisce un patrimonio collettivo inscindibile dalla cittadinanza.
