Una battaglia di civiltà che approda sui tavoli della Regione Campania e del Garante Nazionale delle Persone con Disabilità. Al centro della vicenda c’è il litorale di Agropoli, nello specifico il tratto di spiaggia libera compreso tra la scogliera della Torre e il fiume Solofrone, dove un cittadino, Christian Durso, denuncia l’impossibilità di raggiungere il demanio pubblico a causa di barriere architettoniche insormontabili.
La denuncia e il silenzio del comune
Tutto ha inizio nei primi giorni di gennaio 2026, quando Durso invia una formale istanza al Comune di Agropoli e alla Capitaneria di Porto. La segnalazione è circostanziata: i due unici varchi pubblici per la spiaggia sono inaccessibili per chi si muove in sedia a rotelle. Il primo, situato lungo la strada provinciale SP278, è caratterizzato da scale; il secondo è un sentiero sterrato, stretto e abbandonato tra le sterpaglie, che pur non avendo gradini risulta impraticabile per una carrozzina.
Nonostante il protocollo n. 0000762 del 9 gennaio 2026 confermi la ricezione della richiesta, dal Comune non è arrivata alcuna risposta, né sulla messa a norma degli accessi né sulla richiesta di consultare le planimetrie dell’area.
Il ricorso al difensore civico
Di fronte al silenzio dell’amministrazione, è scattato il ricorso formale indirizzato al Difensore Civico della Regione Campania. L’Ufficio regionale, guidato dalla Dott.ssa Vincenza Vassallo, ha preso in carico il fascicolo sollecitando ufficialmente il Comune di Agropoli.
L’ente comunale ha ora dieci giorni di tempo per trasmettere tutta la documentazione necessaria all’istruttoria. L’obiettivo è fare chiarezza su dimensioni, numero e stato degli accessi demaniali riportati nei documenti ufficiali, confrontandoli con la realtà denunciata dal cittadino.
Una spiaggia “chiusa” per metà anno
La questione sollevata non riguarda solo la stagione balneare, ma il diritto universale di godere del bene pubblico “tutto l’anno”. Come sottolineato nel ricorso, quando lo stabilimento balneare privato presente nell’area è chiuso, le persone con disabilità motoria si ritrovano di fatto fuori dalla spiaggia, private di qualsiasi alternativa pubblica percorribile.
“Mi vedo negato il raggiungimento della spiaggia libera e demaniale”, scrive Durso nelle sue comunicazioni, chiedendo l’installazione di una passerella a scivolo o la messa a norma del sentiero esistente. La palla passa ora alle istituzioni, chiamate a garantire che il mare di Agropoli non resti un privilegio per soli normodotati.
