Riforma dello sport: ecco cosa cambia in sostanza

Diverse le novità in merito alla riforma dello sport illustrata dal ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora

Il Ministro Vincenzo Spadafora ha parlato in mattinata della riforma dello sport. Cinque, su sei, i decreti approvati nella serata di ieri dal Consiglio dei Ministri.

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Riforma dello sport: ecco cosa cambia

 I lavoratori sportivi, a prescindere dal settore professionistico o dilettantistico, che sono iscritti al fondo pensioni diventeranno iscritti al nuovo fondo pensionistico di categoria. Istituito, quindi, un fondo di 100 milioni di euro per le società che dovranno regolarizzare questa categoria di lavoratori . Questo contributo economico sarà erogato per i prossimi due anni. Si al professionismo delle maggiori leghe nazionali femminili. Con questa riforma anche l’Italia si allinea ai maggiori paesi europei, riconoscendo alle atlete uno status non è più assimilabile a quello dilettante.  Abolizione del vincolo sportivo, che lega i giovani atleti alle proprie società con rapporti di durata pluriennale. Con la riforma dello sport, e quindi l’abolizione del vincolo, i giovani atleti potranno invece liberarsi al termine di ogni stagione sportiva.

Le parole del Ministro Spadafora

Chiamateli decretini, chiamateli come volete ma di sicuro non è una riformina perché avrà un impatto enorme. Lo vedremo dopo l’emergenza sanitaria. Certo, non sono contento perché non è stato portato a casa il tema della governance, su cui sono prevalsi interessi personali, ma non è vero che è il cuore della riforma. Il cuore della riforma è stato approvato con norme per 500.000 lavoratori sportivi che non avevano alcuna forma di tutela. Non bisogna fare terrorismo psicologico. Sul fatto che proprio in questo momento di emergenza sanitaria Asd e Ssd non possano essere in grado di sostenere il costo di questa riforma, per garantire un esonero contributivo ed è mia intenzione poter trovare risorse anche per arrivare al 2023. La riforma entrerà in vigore nell’anno sportivo del 1 settembre proprio perché volevamo andare incontro a un settore che sta in difficoltà e non bisognava mettere sotto pressione tutti gli organismi sportivi”.

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