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Piano sanitario per il Cilento: sindacati non condividono il documento

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La Uil dice no al piano sanitario proposto dai sindaci per il Cilento e il Vallo di Diano, ecco perché.

Piano sanitario per il Cilento: sindacati non condividono il documento

La Uil dice no al piano sanitario proposto dai sindaci per il Cilento e il Vallo di Diano, ecco perché.

I sindacati prendono posizione sul piano dei sindaci per la sanità nel Cilento e Vallo di Diano. La Uil, attraverso una nota, ha precisato di non condividere il documento. Diversi i motivi di contestazione sottolineati da Pasquale Vastola e Biagio Tomasco. Ecco il testo del documento:

In data 23 dicembre 2015 il Sindaco di Vallo della Lucania organizzava un incontro con i Sindacati presso il convento dei Domenicani di Vallo della Lucania. In tale occasione il Sindaco comunicava ai presenti che in accordo con altri Sindaci stava provvedendo a redigere una Proposta di riorganizzazione della Sanità locale della quale richiedeva ai Sindacati opinioni e condivisione.
In data 13 gennaio 2016 compariva sulla Città l’articolo dal titolo: Ospedali, piano dei sindaci all’ASL “Va garantita la rete di assistenza”, con sottotitolo “La proposta di riorganizzazione inviata ai vertici dell’Azienda sanitaria salernitana e a De Luca Vallo punto di riferimento, nelle altre sedi le unità operative di Cardiologia e Neurochirurgia”.
In data 14 gennaio 2016 il Sindaco di Vallo della Lucania rincontrava i Sindacati presso il Presidio di Vallo della Lucania e consegnava loro un Documento, composto di tre pagine, quale Proposta di riorganizzazione della Sanità della provincia di Salerno. Aderendo alla richiesta del Sindaco di Vallo della Lucania la scrivente  rappresentanza Sindacale esprime le proprie opinioni con la precisazione di NON condividere il Documento.
Tanto per i seguenti motivi:

1. il Documento fa riferimento al Decreto Ministeriale n. 70/2015 quale motivo e occasione della “riorganizzazione… alla quale si apprestano le Regioni e di conseguenza le Aziende Sanitarie”.
Invero il Decreto, entrato in vigore il 19 giugno 2015, individua i nuovi standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi delle strutture dedicate all’assistenza ospedaliera. Il Decreto è finalizzato al raggiungimento di tre obiettivi: aumentare la qualità dell’assistenza, aumentare la sicurezza delle cure e aumentare l’uso appropriato delle risorse. Pertanto, se le finalità del Decreto sono queste, queste devono essere le finalità di ogni Proposta di riorganizzazione: Qualità, Sicurezza e Appropriatezza economica. E se questo è vero, come è vero, quali sono gli aspetti tecnici a fondamento della garanzia di Qualità, Sicurezza e Appropriatezza economica che dovrebbero sottendere la Proposta di riorganizzazione presentata? Essendo questi aspetti tecnici assenti, il documento non può essere condiviso, in quanto esso non fornendo riprova di Qualità, Sicurezza e Appropriatezza, potrebbe apparire come semplice e mero tentativo di mantenere strutture e unità operative senza alcun vantaggio né per la popolazione né per il Sistema;

2. nel Documento si legge: “Viviamo in una Regione dove i nostri cittadini già da molti anni vedono compromesso seriamente il proprio stato di salute: rispetto al resto d’Italia si muore di più per patologie cardiovascolari….”, come se l’alta mortalità per cause specifiche registrata per la Regione Campania fosse semplicemente causata da deficit organizzativi di strutture e presidi. Ma questo è estremamente semplicistico, in quanto la questione, molto più complessa, vede il coinvolgimento di svariati altri fattori che determinano gli alti tassi di mortalità per le Regioni del Sud;

3. nel Documento si legge: “La rivisitazione del Piano Ospedaliero può certamente costituire un’occasione unica per eliminare inappropriatezze e diseconomie proprie della sanità campana…”, come se le inappropriatezze e diseconomie registrate in Campania fossero state causate dalla mancanza di un Decreto Ministeriale (dopo anni dall’avvenuta modifica del titolo V della Costituzione e dopo anni dall’avvenuto assoggettamento della Regione Campania al Piano di rientro), e quindi occorreva attendere un Decreto ministeriale, ed una conseguente riorganizzazione regionale, per l’eliminazione delle inappropriatezze e diseconomie. Si ritiene, piuttosto, che le
diseconomie siano state il frutto della logica, campanilistica, partitica e clientelare, di dare tutto a tutti; per di più con destinazione delle risorse verso l’Ospedalizzazione privata a scapito di quella pubblica. La logica, invece, dovrebbe essere quella tecnica di dare, ad una certa popolazione, Qualità e Sicurezza. Ai cittadini non interessa avere strutture e unità operative vicine ma scarsamente funzionanti; ai cittadini interessa avere la garanzia di essere curati nel modo migliore, nel tempo migliore e nella migliore struttura relativamente alla patologia di riferimento (vedasi grosso problema della mobilità passiva);

4. nel Documento si legge: “In tale contesto è auspicabile una vera Pianificazione Sanitaria che possa prevedere una razionalizzazione delle risorse finanziarie…”, come se tutti i tentativi di pianificazione sanitaria realizzati in Campania (piani ospedalieri, decreto 49/2010 e riordino della rete ospedaliera del 2015) fossero stati assolutamente inefficaci. Invero i tentativi di intervento tecnico ci sono stati solo che essi non sono stati attuati e applicati;

5. nel Documento si legge: “pessima viabilità” e “condizione disastrosa della viabilità” della zona sud, come se il controllo delle necessarie adeguate condizioni di viabilità dipendessero dalla Sanità e non, piuttosto, dagli Organi politici di governo. Necessita rammentare che la frana occorsa a sud del territorio di Agropoli da anni causa danni e disagi non solo all’utenza in generale, al turismo, ai servizi di fornitura e trasporto, ma anche all’utenza “sanitaria”: un’Ambulanza, che potrebbe trasportare anche un paziente con patologia tempo-dipendente, per raggiungere Salerno è costretta a percorrere una deviazione che richiede il consumo di un’altra mezz’ora di viaggio. Tanto risulta ancor più grave se si considera che anche la rete del soccorso con eliambulanza è largamente deficitaria, nel mentre occorrerebbe una capillare mappatura degli eliporti autorizzati dall’ENAC
all’atterraggio ed al decollo notturno, assolutamente necessaria (proprio per le caratteristiche del territorio sud della provincia di Salerno) per l’abbattimento dei tempi di percorrenza legati alle patologie tempo dipendenti;
6. il Documento riporta considerazioni contraddittorie, perché da un lato dice che “…la rivisitazione in atto del Piano Ospedaliero rischia di compromettere in maniera definitiva il già fragile sistema sanitario del nostro territorio..” e dall’altro dice “Non vi è dubbio che i parametri che il D.M. n. 70/2015 stabilisce… siano da considerarsi criteri molto positivi…”. Insomma da un punto di vista tecnico è proprio dai parametri che dipende l’Organizzazione risultante. Se i parametri sono corretti e correttamente e tecnicamente vengono definite le condizioni di trasporto infermi e di variabilità georeferenziale del territorio, il risultato non può essere che corretto;

7. nel Documento si legge di una Zona Centro su cui si nutrono non pochi dubbi, almeno per quanto riguarda l’assistenza ospedaliera, in quanto nella Zona Centro insistono gli OO.RR. San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona;

8. nel Documento ci si attarda, in maniera molto aleatoria, sulle reti dell’emergenza e sul sistema hub e spoke, come se le reti fossero invenzioni nuove, nel mentre di esse si è diffusamente parlato già nel lontano Decreto 49/2010.

Tutto ciò premesso, la scrivente Rappresentanza sindacale ritiene quanto segue:
a) che gli Organi politici di governo si occupino della viabilità e delle reti e mezzi di collegamento, lasciando ai Tecnici Esperti di Organizzazione sanitaria la definizione dell’Organizzazione dei Presidi e delle Reti di assistenza attraverso una riqualificazione tecnica dell’assistenza ospedaliera dell’ASL Salerno, riqualificazione fondata sul principio di garantire la migliore assistenza possibile al Cittadino, assicurando la migliore Qualità e la migliore Sicurezza possibile, nell’interesse della popolazione tutta;
b) che gli Organi politici di governo provvedano a richiedere che i Presidi di Nocera e di Vallo della Lucania possano acquisire tutte le caratteristiche necessarie per essere definiti a pieno titolo, per la Qualità e Sicurezza delle prestazioni erogate, Presidi di I livello ai sensi del D.M. 70/2015, e Centro Trauma Zonale (CTZ);
c) che gli Organi politici di governo provvedano a richiedere con forza che venga reso più efficace l’esistente, anche attraverso un più razionale impiego di risorse da investire in Professionalità, Tecnologia e Organizzazione.

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