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Vallo della Lucania, scontro totale dopo l’ordinanza del Tar sul rendiconto

Alta tensione a Vallo della Lucania dopo la decisione del Tar di Salerno sul rendiconto 2024. L'Amministrazione parla di vittoria contro un'opposizione "distruttiva", mentre il consigliere Ametrano denuncia un "fallimento politico" costato 10.000 euro ai cittadini

Di:
Ernesto Rocco
Di:Ernesto Rocco
Inizia l'attività giornalistica nel 2003, collaborando con il mensile "Il Cilento Nuovo". Successivamente diventa addetto stampa dell'U.S.Agropoli 1921, ruolo che manterrà fino al 2013 e che...
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Pubblicato il: 11/02/2026
Aggiornato il: 12/02/2026
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La Prima Sezione del Tar della Campania, sezione staccata di Salerno, ha pronunciato un’ordinanza sul ricorso numero 91 del 2026 proposto dal consigliere di minoranza Marcello Ametrano (leggi qui l’articolo pubblicato in anteprima da InfoCilento). Il ricorrente chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, della deliberazione del Consiglio comunale n. 16 del 18 luglio 2025 relativa al rendiconto di gestione 2024.

I giudici hanno però respinto la domanda cautelare. Nelle motivazioni si legge che l’Amministrazione, con una successiva delibera di Giunta (la n. 148 del 14 novembre 2025), ha integrato la documentazione mancante e avviato una “rinnovazione procedimentale” per riapprovare il rendiconto in Consiglio comunale.

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La posizione dell’Amministrazione: “Basta minacce e ricorsi”

L’Amministrazione comunale ha accolto con soddisfazione il rigetto della sospensiva, parlando di un clima di gestione reso difficile da continue “minacce di denunce, esposti e ricorsi”. In una nota ufficiale, la maggioranza ha definito l’azione di Ametrano come “politicamente distruttiva”, sostenendo che l’obiettivo dell’opposizione sia solo quello di colpire chi amministra piuttosto che curare le sorti dell’ente. La nota sottolinea inoltre lo sforzo fatto per ripianare un disavanzo milionario ereditato dal passato.

La replica di Ametrano: “Hanno ammesso l’illegalità dell’atto”

Il consigliere Ametrano ha risposto con fermezza alle dichiarazioni della maggioranza, definendo il loro comunicato “trionfalistico e mendace”. 

Secondo l’esponente dell’opposizione, la decisione del Tar non rappresenta una vittoria per il Comune, ma una conferma delle irregolarità denunciate.

“L’Amministrazione omette di dire ai cittadini il vero motivo per cui il Giudice ha respinto la richiesta di sospensiva,” dichiara Ametrano. “Il Tar non ha affatto dato ragione all’Amministrazione, al contrario: ha preso atto che, messa con le spalle al muro, l’Amministrazione è stata costretta a fare marcia indietro e a sanare le illegittimità.”

Ametrano sottolinea come il Tribunale abbia basato il rigetto sulla circostanza che l’ente stia già ponendo rimedio al proprio operato: “Il Tar ha ritenuto non necessario sospendere l’atto perché l’Amministrazione, per evitare una sicura condanna, ha già iniziato a porre rimedio al proprio operato illegittimo.”

La polemica sui costi legali e la “Disonestà intellettuale”

Uno dei punti più caldi della replica riguarda l’impatto economico della vicenda sulle casse comunali. Ametrano denuncia un esborso di circa 10.000 euro per la difesa legale del Comune, definendolo “denaro dei cittadini sprecato per difendere l’indifendibile.”

Il consigliere non risparmia critiche personali e professionali ai componenti della maggioranza: “Viene da sorridere pensando che nell’attuale amministrazione siedano anche degli avvocati, i quali hanno serie difficoltà a comprendere il testo di un’ordinanza di poche righe.”

“Il loro smisurato ego ha impedito di sanare sin da subito un vizio evidente, preferendo una sterile battaglia legale”, aggiunge. 

E infine: “Annunciamo sin da ora che agiremo affinché questo danno economico non gravi sulla collettività, ma venga restituito direttamente da quegli amministratori senza scrupoli.”

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