Nella mattinata odierna, la Guardia di Finanza di Salerno ha portato a compimento un’importante iniziativa di solidarietà a favore del Comitato di Serre della Croce Rossa Italiana. L’operazione ha visto la donazione di oltre 1.100 capi di abbigliamento, che verranno impiegati nell’ambito del progetto nazionale denominato “Filo Rosso – Laboratorio di Cucito Sociale”. L’iniziativa sarà presentata ufficialmente il prossimo 19 febbraio e mira a coniugare il riutilizzo dei beni confiscati con percorsi di inclusione lavorativa.
Il progetto Filo Rosso e il recupero della merce
I capi oggetto della donazione derivano da un significativo sequestro operato dalle Fiamme Gialle di Eboli durante i servizi di contrasto alla contraffazione. Dopo la confisca e la sentenza irrevocabile del Tribunale di Salerno, la merce era originariamente destinata alla distruzione. Tuttavia, su specifica richiesta dei Finanzieri, l’Autorità Giudiziaria ha valutato positivamente il fine solidaristico, autorizzando la devoluzione in beneficenza dei prodotti.
Il progetto prevede l’attivazione di laboratori specifici dove donne fragili o vittime di violenza potranno apprendere il mestiere di sarta. Queste figure si occuperanno della rimozione dei marchi contraffatti dagli indumenti, rendendoli idonei alla successiva distribuzione gratuita. Una volta rigenerati, i capi saranno destinati agli sportelli sociali della Croce Rossa per essere devoluti alle persone in stato di necessità.
Sinergia istituzionale per finalità sociali
L’attività svolta sottolinea l’attenzione della Guardia di Finanza verso i fini sociali, operando in stretta collaborazione con la magistratura e la Croce Rossa. L’operazione non solo garantisce l’efficienza della Pubblica Amministrazione, permettendo lo smaltimento dei corpi di reato senza oneri per lo Stato, ma rappresenta anche un esempio di riscatto collettivo.
Attraverso questo percorso, un fenomeno criminale dannoso per la libera concorrenza e l’imprenditoria sana viene trasformato in uno strumento di supporto per le fasce più bisognose della popolazione. L’iniziativa evidenzia come sia possibile convertire il danno economico derivante dall’illegalità in un’opera concreta di beneficenza.
