Il Tribunale di Salerno ha emesso il verdetto relativo al processo denominato “Sistema Salerno”, scaturito dall’indagine sulla gestione delle cooperative sociali nel capoluogo. Il procedimento, che ha analizzato a lungo i rapporti tra amministrazione e imprese private, si è concluso con esiti divergenti per i due principali imputati coinvolti nell’inchiesta.
Assoluzione per l’ex assessore Nino Savastano
I giudici hanno pronunciato una sentenza di assoluzione nei confronti di Nino Savastano, già assessore comunale e consigliere regionale. Savastano era finito sotto la lente d’ingrandimento della Procura di Salerno con l’accusa di corruzione elettorale. Tuttavia, all’esito del dibattimento, il Collegio giudicante non ha ritenuto sussistenti gli elementi probatori raccolti a suo carico, scagionando il politico dalle accuse che gli erano state mosse durante la fase investigativa.
Condanna a due anni per l’imprenditore Zoccola
Esito opposto per Vittorio “Fiorenzo” Zoccola, noto imprenditore locale, per il quale il Tribunale ha stabilito una condanna a due anni di reclusione. Zoccola era stato indicato dagli inquirenti come il vero “dominus delle società” che hanno operato sul territorio.
Le aziende a lui riconducibili si sono occupate per anni della manutenzione del verde pubblico e di altri servizi essenziali per conto del Comune di Salerno, finendo al centro del sistema di gestione analizzato dalla magistratura.

Oggi Nino Savastano è stato liquidato con due righe, anzi si scrive che fini sotto la lente di ingrandimento, per onore della verità Savastano fu arrestato, calunniato, offeso e costretto alle dimissioni.
Questa è un ulteriore vicenda che investe la coscienza degli inquirenti e della magistratura giudicante nell’utilizzare come un bisturi armi potenti come la carcerazione preventiva. Allo stesso tempo speriamo ci possa essere in futuro una giustizia e una stampa che siano maggiormente rispettosi del principio di non colpevolezza degli imputati.