Nei giorni scorsi, come annunciato da InfoCilento (leggi qui) l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPAC) ha reso noti i primi risultati dei monitoraggi microbiologici condotti lungo il litorale campano. A Capaccio Paestum i dati, riferiti agli otto punti di campionamento distribuiti sulla costa, delineano un quadro positivo per la qualità delle acque, seppur non in linea con i comuni limitrofi: tre tratti sono stati classificati come “eccellenti”, quattro hanno ottenuto il giudizio di “buoni” e uno è risultato “sufficiente”.
L’impatto delle politiche ambientali sul litorale
Eboli a nord e il litorale tra Agropoli e Sapri a sud, invece, fanno segnalare qualità eccellente (ovvero il massimo della classificazione) lungo tutta la costa. Ma per il sindaco capaccese Gaetano Paolino va bene così, anzi quanto emerso confermerebbe l’efficacia delle strategie messe in atto in particolare nel contrasto agli sversamenti abusivi.
Controlli e infrastrutture: la strategia di recupero
La qualità del mare è il risultato di un’azione combinata tra vigilanza e ammodernamento strutturale, fanno sapere da palazzo di città. Da un lato, il Comune ha adottato una linea di tolleranza zero contro la gestione illecita dei reflui, operando attraverso sequestri e sanzioni per proteggere la risorsa naturale, pur nel rispetto delle eccellenze produttive locali. Dall’altro, sono stati completati interventi tecnici cruciali presso l’impianto di depurazione di Varolato.
Un passaggio importante è stato il collaudo della condotta sottomarina, avvenuto il 22 dicembre scorso dopo un blocco che durava dal 2018. A questo si sono aggiunti ulteriori lavori di ottimizzazione finalizzati a garantire la massima efficienza dell’intero sistema di depurazione.
“Abbiamo messo in campo tutti questi interventi – dichiara il Sindaco Gaetano Paolino – perché per noi la tutela del mare è il punto strategico per il territorio. Il lavoro di questi mesi è stato importante e risolutivo ma il percorso continua ed è fatto di attenzione costante e quotidiana”.
