Un crescente utilizzo di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili e sostenibili, associato a una progressiva riduzione di energie da fonti fossili è una priorità per la riduzione delle emissioni inquinanti e per contrastare i cambiamenti climatici.
Tra le varie fonti rinnovabili di energia, una delle più importanti è l’acqua, sfruttabile tramite gli impianti idroelettrici.
L’energia elettrica prodotta grazie a questi impianti è nota come energia idroelettrica, che attualmente, a livello globale, è la risorsa green più importante per quanto riguarda la produzione di elettricità.
Energia idroelettrica: una valida alternativa all’energia termoelettrica
L’energia idroelettrica è una valida alternativa all’energia termoelettrica, perché consente la produzione di elettricità senza ricorrere alla combustione di fonti fossili come carbone, gas o petrolio.
A differenza delle centrali termoelettriche, la cui produzione di elettricità comporta emissioni di anidride carbonica e di altre sostanze inquinanti, le centrali idroelettriche sfruttano una risorsa rinnovabile e non inquinante e, durante la fase di esercizio, non producono emissioni dirette in atmosfera.
L’acqua è considerata una fonte “rinnovabile” perché la sua rigenerazione avviene continuamente tramite il ciclo idrologico, le cui fasi sono: evaporazione, condensazione, precipitazione, infiltrazione, scorrimento e flusso sotterraneo. In un arco temporale umano, diversamente dalle fonti fossili, l’acqua è una fonte inesauribile.
L’energia idroelettrica ha quindi un ruolo importante nel percorso di transizione verso un sistema energetico più sostenibile (transizione energetica).
Come avviene la produzione di energia idroelettrica?
La produzione di energia elettrica è affidata agli impianti idroelettrici, nei quali le centrali costituiscono l’elemento centrale del processo produttivo.
Un impianto sfrutta l’acqua che proviene da corsi d’acqua naturali, come fiumi o torrenti, o da bacini naturali o artificiali.
L’acqua viene convogliata verso apposite turbine (ne esistono varie tipologie: Kaplan, Pelton e Francis) che vengono fatte ruotare dalla forza dell’acqua. Ruotando, le turbine azionano un alternatore, che trasforma l’energia meccanica in energia elettrica. Questa elettricità passa quindi attraverso un trasformatore, che ne adegua la tensione per poterla immettere in sicurezza nella rete di distribuzione e portarla fino ad abitazioni, enti pubblici e industrie.
Le centrali idroelettriche in Italia
La produzione di elettricità in Italia deve molto agli impianti idroelettrici. Sull’intero territorio nazionale se ne contano quasi 5.000. La maggior parte, per ragioni geoclimatiche, si trova nelle zone settentrionali, tuttavia non mancano impianti nelle regioni centrali e in quelle meridionali e insulari.
In Campania, per esempio, se ne contano 64. Tra le importanti si deve ricordare la centrale idroelettrica “Domenico Cimarosa”, ubicata a Presenzano in provincia di Caserta, una delle più grandi d’Italia, entrata in servizio negli anni Novanta del secolo scorso. È una centrale costituita da due bacini con unacapacità di circa 6 milioni di metri cubi ciascuno e con un dislivello relativo di circa 500 m.
È considerata una centrale strategica per la regolazione della rete nell’Italia centro-meridionale.
Tra gli impianti storici campani si ricordano la Diga di Sabetta e la Centrale del Bussento, costruiti negli anni Cinquanta del secolo scorso, che si trovano all’interno del Parco Nazionale Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
Fonte dei dati numerici:
Terna – Dati statistici sull’energia elettrica in Italia 2024 – https://download.terna.it/terna/03_IMPIANTI%20DI%20GENERAZIONE_8ddfc50c3f3e879.pdf.
