Il futuro della salute delle nuove generazioni si decide a tavola, a partire dai primi passi nel sistema scolastico. Con 1,9 milioni di alunni che usufruiscono quotidianamente delle mense (di cui circa 900.000 negli asili), è stato presentato a Roma il Manifesto per l’educazione alimentare negli asili e nelle scuole. L’iniziativa, promossa da Coldiretti insieme a Filiera Italia e alla Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp), punta a scardinare abitudini errate e a promuovere un modello di nutrizione consapevole, con un focus strategico sui primi mille giorni di vita.
L’allarme obesità infantile: i dati del Sud Italia
Il contesto epidemiologico italiano delinea un quadro preoccupante che richiede interventi strutturali immediati. In Italia, il 26,7% dei bambini e dei ragazzi tra i 3 e i 17 anni — ovvero più di uno su quattro — si trova in una condizione di sovrappeso. Il fenomeno appare particolarmente accentuato nel Mezzogiorno, dove in sette regioni su dieci la criticità riguarda oltre un adolescente su tre. Maglia nera alla Campania con il 36,5%, seguita da Calabria (35,8%), Basilicata (35%) e Sicilia (33,8%).
“Quando parliamo di corretta alimentazione dei bambini, la ristorazione scolastica rappresenta uno strumento fondamentale all’interno dei servizi educativi per l’infanzia”, spiega Coldiretti Campania. “Promuovere una cultura alimentare ispirata alla Dieta Mediterranea e valorizzare i prodotti del nostro territorio significa aiutare i più piccoli a sviluppare fin da subito abitudini sane. Per questo è importante privilegiare alimenti freschi, di qualità e possibilmente locali, limitando il consumo di merendine e snack eccessivamente ricchi di zuccheri”.
I cinque pilastri del Manifesto: dalla filiera corta allo stop al junk food
Il Manifesto si configura come un impegno concreto suddiviso in cinque punti cardine, volti a garantire il diritto a un cibo buono, naturale, giusto e sicuro. Il primo pilastro prevede una strategia nazionale contro l’obesità infantile attraverso un piano condiviso tra Ministeri, Regioni e scuole, con il supporto tecnico di Coldiretti e Fimp. Segue la necessità di un patto educativo trasversale che coinvolga famiglie, pediatri e agricoltori per promuovere modelli sostenibili.
Centrale è il tema delle forniture: il Manifesto invoca l’adozione del cibo a km zero nelle mense e nei nidi, valorizzando le filiere italiane contro la logica del massimo risparmio economico. Parallelamente, si richiede una nuova normativa per il contrasto allo junk food all’interno degli edifici pubblici e delle scuole, sostituendo i distributori automatici di cibo spazzatura con prodotti freschi locali. Infine, l’educazione alimentare dovrà entrare stabilmente nei curricula scolastici fin dall’asilo, trasformando la mensa in un vero laboratorio di apprendimento.
Sicurezza alimentare e sovranità: la battaglia contro le importazioni nocive
La tutela della salute passa anche attraverso una rigorosa vigilanza sulle materie prime e sulla trasparenza delle etichette. Il segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, ha ribadito il ruolo sociale degli agricoltori: “Produrre cibo sano e sostenibile per tutelare la salute dei cittadini consumatori, a partire dalle fasce più giovani della popolazione, è inciso da sempre nel Dna degli agricoltori della Coldiretti”.
Gesmundo ha poi posto l’accento sulle criticità legate al commercio internazionale: “È da qui che muovono tutte le nostre battaglie, dalla trasparenza in etichetta all’affermazione del principio di reciprocità, fermando le importazioni di prodotti che non rispettano le nostre stesse regole. Non dimentichiamoci che continuiamo a importare grano al glifosato, una sostanza cancerogena che finisce nella nostra pasta e persino nel latte materno, e che le multinazionali hanno cercato per anni di far passare falsamente per innocua”.
Il consenso delle famiglie e le prospettive future
L’iniziativa intercetta un forte bisogno di rassicurazione da parte dei genitori italiani. Secondo il Rapporto Censis/Coldiretti, l’86% dei cittadini ritiene prioritario l’uso di prodotti locali e stagionali nelle mense. Inoltre, l’83% si dice favorevole a vietare per legge i cibi ultra-formulati nelle scuole. Attualmente, la qualità dei menu scolastici è promossa pienamente solo dal 34% dei genitori, mentre il 20% boccia senz’appello l’offerta attuale.
“Vogliamo costruire un futuro più sano per i nostri figli, partendo dall’educazione al cibo”, ha dichiarato Ettore Prandini, presidente di Coldiretti. “Un’alimentazione consapevole è la prima forma di prevenzione e rispetto per la salute, l’ambiente e l’economia agricola del Paese. Per questo, con il protocollo di intesa siglato oggi con Filiera Italia e FIMP, puntiamo a una ristorazione scolastica di qualità negli asili nido e nelle scuole, con cibo a km zero, stop al junk food e programmi educativi fin dai primi anni di vita. È un impegno concreto per combattere l’obesità infantile e garantire alle nuove generazioni il diritto a un cibo buono, naturale, giusto, sicuro e garantito”.
