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Dissesto idrogeologico nel Salernitano: il Rapporto Ispra evidenzia un territorio in costante pericolo

Il Rapporto Ispra 2024 conferma la fragilità della provincia di Salerno: il 22% del territorio è ad alto rischio frane, con oltre 93mila cittadini esposti al pericolo

Di:
Alessandra Pazzanese
Di:Alessandra Pazzanese
A 19 si è iscritta all’Albo dei Giornalisti Pubblicisti, laureata in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Salerno, ha lavorato per diverse testate giornalistiche...
Pubblicato il: 15/02/2026
Aggiornato il: 12/02/2026
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Frana Giungano

Il territorio salernitano si conferma un’area di estrema fragilità strutturale, dove la gestione del rischio richiede interventi di lungo periodo piuttosto che risposte emergenziali. Il Rapporto sul dissesto idrogeologico redatto dall’Ispra nel 2024 offre una panoramica dettagliata di una provincia che, nel decennio 2010-2020, è stata stabilmente tra le più colpite da grandi eventi franosi in Italia. Il dato principale indica che il 22% del territorio provinciale è classificato con una pericolosità da frana elevata (P3) o molto elevata (P4).

I numeri della fragilità territoriale

La Provincia di Salerno detiene, insieme ad Aosta, Trento e Grosseto, i valori più alti per superfici ricadenti nelle zone a maggior rischio. Complessivamente, si tratta di 1.095,9 chilometri quadrati di suolo vulnerabile. L’Inventario Frane documenta una realtà storica complessa, con ben 7.292 fenomeni censiti tra il 1116 e il 2026. Secondo il rapporto, “la terra si muove, e spesso lo fa in modo subdolo”, evidenziando come il 40,8% di questi eventi avvenga per colamento lento, un processo in cui le masse di terreno sature d’acqua scivolano verso valle.

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Popolazione a rischio e dati demografici

Sotto il profilo demografico, la Provincia di Salerno registra numeri preoccupanti, condividendo un primato negativo con Napoli, Genova e Avellino. Sono 93.630 i residenti in zone ad alta pericolosità, ovvero l’8,6% della popolazione totale, per un totale di oltre 30mila famiglie. La composizione di questa platea esposta vede il 19,7% di over 65 e il 14% di giovani sotto i 15 anni, categorie particolarmente vulnerabili in caso di emergenza.

La mappa del rischio nei comuni salernitani

Analizzando il dettaglio locale, l’entroterra e la Costiera Amalfitana presentano le situazioni più critiche. Ad Ottati, il 92,35% della popolazione vive in aree a rischio elevato, seguito da Monteforte Cilento (77,52%) e Camerota (54,87%). In Costiera, la convivenza con il pericolo è quasi totale: Amalfi guida la classifica con l’86,07% dei residenti in zona rossa, tallonata da Cetara (82,23%), Minori (71,58%) e Tramonti (64,02%). Anche Furore, Maiori, Positano e Ravello mostrano percentuali di esposizione estremamente significative.

Vulnerabilità del patrimonio edilizio e culturale

Il rischio idrogeologico colpisce duramente anche le infrastrutture e l’economia. Sono 31.379 gli edifici situati nelle fasce di rischio P3 e P4, pari al 12,2% del patrimonio immobiliare. Sul fronte economico, si contano 6.332 unità locali di imprese esposte. Particolarmente critico è lo stato dei beni culturali: se su base provinciale il 17,3% ricade in aree ad alta pericolosità, la cifra sale all’80% se si considerano tutte le aree a rischio.

Un bollettino di eventi in costante aggiornamento

Gli ultimi tre anni rappresentano un vero e proprio bollettino di criticità che ha colpito l’intera provincia, da Cetara ad Amalfi, fino al Cilento. La frequenza degli eventi non accenna a diminuire: dopo i 6 fenomeni registrati nel 2024 e altrettanti nel 2023, il 2025 ha contato 4 eventi, mentre il 2026 ha già raggiunto quota tre nei primi mesi dell’anno. Questi dati sottolineano l’urgenza di passare da una logica di soccorso a una di prevenzione strutturale.

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