Disastro ambientale a Capaccio Paestum: sequestrata azienda per smaltimento illecito di liquami e rifiuti pericolosi

Operazione dei Carabinieri Forestali e Accademia Kronos a Capaccio Paestum: sequestrata azienda zootecnica di 15.000 mq per inquinamento e gestione illecita di rifiuti

Sequestro Capaccio

L’azione di contrasto ai reati contro l’ecosistema segna un nuovo, importante traguardo nel territorio di Capaccio Paestum. Un’operazione congiunta, condotta dai militari dell’Arma dei Carabinieri Forestali e dal personale tecnico del Nucleo Guardie Ambientali Accademia Kronos di Salerno, ha portato alla luce una gestione illecita di rifiuti e reflui zootecnici di proporzioni allarmanti. L’intervento si inserisce in un più ampio quadro di monitoraggio costante volto a reprimere gli illeciti ambientali che minacciano la salute del suolo e delle risorse idriche locali.

Lo smaltimento illecito e il rischio per i corsi d’acqua

Le indagini hanno permesso di accertare che il titolare di un’azienda zootecnica della zona operava in palese violazione delle normative nazionali e regionali. Nello specifico, l’imprenditore smaltiva liquami e letame su un appezzamento di terreno limitrofo alla struttura, accumulando gli effluenti fino a creare un vero e proprio lago di reflui. Questa gestione sconsiderata, attraverso il naturale fenomeno del ruscellamento, consentiva ai liquami di confluire nei canali di scolo adiacenti, raggiungendo inevitabilmente i vicini corsi d’acqua e compromettendo l’integrità ambientale dell’area.

Rifiuti speciali e condizioni precarie degli animali

Il quadro indiziario si è aggravato durante le ispezioni all’interno del centro aziendale. I militari e le guardie giurate hanno rinvenuto una vasta gamma di rifiuti abbandonati direttamente sul suolo: scarti edili, materiali ferrosi e plastici, pneumatici esausti, carcasse di automezzi e persino traversine ferroviarie. Particolare sconcerto ha destato il rinvenimento di un locale officina saturato da rifiuti speciali pericolosi, tra cui batterie esauste, filtri e oli esausti. Oltre al degrado ambientale, i rilievi hanno evidenziato criticità sostanziali riguardanti il benessere animale e le precarie condizioni igienico-sanitarie in cui erano costretti a vivere i capi di bestiame.

Il sequestro dell’intera area aziendale

A fronte della gravità delle violazioni riscontrate e della completa assenza di documentazione tecnico-amministrativa necessaria per l’utilizzo degli effluenti come ammendanti, le autorità hanno proceduto al sequestro preventivo dell’intero centro aziendale. Il provvedimento ha riguardato anche una pompa sommersa, il deposito dei rifiuti pericolosi e i terreni confinanti, per una superficie complessiva stimata in circa 15.000 metri quadrati. L’imprenditore è stato identificato e dovrà rispondere degli illeciti accertati dinanzi alle autorità competenti.

L’appello di Accademia Kronos per la tutela del territorio

Il successo dell’operazione sottolinea il valore della sinergia tra l’Arma e il Nucleo Guardie Giurate Accademia Kronos APS. Il presidente dell’associazione, Alfonso De Bartolomeis, ha ribadito la necessità di una mobilitazione civile: “È fondamentale avviare una capillare campagna di informazione e sensibilizzazione tra i cittadini, per la tutela dell’ambiente, e la necessità di attivare una linea preferenziale per tutti coloro i quali volessero, anche in forma anonima, segnalare e/o denunciare episodi di degrado ambientale al fine di consentire una sempre più efficiente ed immediata azione di tutela dell’ambiente, della biodiversità, delle aree protette, della fauna selvatica e degli animali d’affezione”. De Bartolomeis ha inoltre ricordato che sono attualmente aperte le iscrizioni per il nono corso di formazione per Guardie Giurate Zoofile Ambientali.

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