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Attualità

Case di Comunità a Salerno, accordo entro il 30 giugno: la svolta per la sanità di territorio

Sanità, intesa vicina per le Case di Comunità entro la scadenza PNRR del 30 giugno. Il presidente dell'OMCeO Salerno, Giovanni D'Angelo, fa il punto sul piano strategico e sulle 33 aperture previste in provincia

Di: Redazione Infocilento
Pubblicato il: 22/06/2026
Aggiornato il: 22/06/2026
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Dopo tanto parlare, sembra che stia vincendo la ragione. In queste ore si sta costruendo un percorso ragionato riguardo all’apertura delle Case di Comunità che dovrebbe portare a una soluzione entro il 30 giugno, termine fissato dal PNRR per l’avvio del funzionamento delle stesse – afferma Giovanni D’Angelo, presidente dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della Provincia di Salerno – Il principale sindacato dei medici di medicina generale, la Fimmg, indica nell’accordo collettivo nazionale il mezzo attraverso il quale si potranno individuare le condizioni per la partecipazione dei propri iscritti all’apertura delle Case di comunità. La Anaao, Associazione nazionale aiuti e assistenti ospedalieri, raccogliendo l’invito del ministro Schillaci, intravede la possibilità che alcuni medici ospedalieri possano contribuire al funzionamento delle Case di Comunità. Mancano all’appello gli specialisti ambulatoriali, chiamati in causa dalla Anaao».

L’obiettivo di ridurre la pressione sugli ospedali

Per D’Angelo, «l’auspicio è che la strada individuata possa tradursi in un accordo formale e quindi in una operatività sinergica delle varie componenti che assicuri il raggiungimento dell’obiettivo: l’apertura delle Case di Comunità e, di conseguenza, la riduzione della domanda ospedaliera per tutte quelle condizioni cliniche risolvibili sul territorio. È chiaro che è imprescindibile l’apporto di figure infermieristiche e amministrative per il completo funzionamento di queste strutture».

La situazione a Salerno e le Botteghe della salute

Il presidente dell’OMCeO, infine, fa il punto sulla situazione della Provincia di Salerno: «Guardando alla nostra realtà, la Asl Salerno ha previsto l’apertura di un numero di Case di Comunità maggiore rispetto a quello inizialmente previsto, 33 al posto di 24, per venire incontro alle difficoltà logistiche di una provincia vasta e variegata. La sensibilità verso questi problemi legati alla conformazione del territorio spiega l’ideazione delle cosiddette “Botteghe della salute” nei distretti (numeri 69, 70, 71, 72) più bisognosi di interventi di prossimità».

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