Un nuovo episodio legato all’erosione costiera riporta l’attenzione sulle condizioni del litorale cilentano. Nelle ultime ore, a causa del mare in tempesta e dei forti venti che hanno investito la costa, una parte della struttura di uno stabilimento balneare situato sul lungomare di Ascea Marina si è parzialmente sgretolata, cedendo verso l’interno.
I disagi
Il cedimento è avvenuto in un periodo di chiusura stagionale dell’attività: il lido era infatti inattivo per la pausa invernale e non si registrano feriti né persone coinvolte. Un elemento che ha evitato conseguenze più gravi, ma che non ridimensiona la portata dell’accaduto. Le onde hanno colpito con particolare violenza il tratto di costa interessato, erodendo gran parte della spiaggia e compromettendo la stabilità della struttura. La progressiva perdita di arenile, fenomeno che da tempo interessa il lungomare di Ascea, continua a mettere sotto pressione infrastrutture e attività economiche legate alla balneazione.
L’intervento della Polizia Municipale
A scopo precauzionale, la Polizia Municipale è intervenuta tempestivamente transennando l’area interessata dal crollo, al fine di garantire la sicurezza di residenti e passanti. Le autorità locali stanno monitorando l’evolversi della situazione, valutando eventuali ulteriori rischi legati alle condizioni del mare e alla tenuta delle strutture presenti lungo la costa.
L’episodio riaccende il dibattito sull’erosione costiera, un problema strutturale che continua a modificare il profilo del litorale cilentano e a suscitare crescente preoccupazione tra cittadini e operatori balneari. La necessità di interventi efficaci e duraturi per la tutela della costa torna così al centro dell’attenzione, alla luce di danni che, stagione dopo stagione, si fanno sempre più evidenti.
Quale lido?
Richiamando il concetto di conservazione dell’ energia e materia” nulla si crea né si distrugge ma tutto si trasforma” , occorre chiarire che il sedimento accumulato con la presenza dei frangiflutti a raso a favore della spiaggia, evidentemente è stato eroso da un’altra parte . Ne consegue che un tratto di litorale si impoverisce a favore di quello che si allarga. Il problema esiste,a Pioppi,dove risiedo,si sono create spiagge laddove di sabbia ce n’è sempre stata pochissima. Ergo,il problema vero è la gestione complessiva delle coste e risorse marine in un paese, l’Italia,che si sviluppa su circa 9000, (novemila !!!) km di coste. Più in generale tutto il Mediterraneo andrebbe gestito in un’ ottica ” comunitaria”,con progetti di lago respiro ma ciò appare utopia, data la tendenza di ognuno a gestire il proprio orticello. E non è tutto!
Mi dispiace tanto
Mario Marcone🥲
La situazione è peggiorata negli ultimi 4/5 anni con quelle barriere orizzontali che hanno realizzato. Bisognerebbe che tutti gli operatori turistici e cittadini avviassero una class action contro chi ha approvato questi progetti inutili
Se cercate tra le spiagge più belle, 8 su 10 hanno le barriere frangiflutti scoperte… e non di poco 🤷🏻♂️ solo ad Ascea non si riescono a realizzare e non si capisce il perché… anzi, ancora peggio, perché negli anni addietro le avevano fatte (con enormi risultati 👍🏻 pensate che avevamo riguadagnato più di 10 mt di spiaggia) e poi, inspiegabilmente, abbattute 🤦🏻♂️ … ricordo che Ascea vive di turismo e senza la sua bella spiaggia, presto si avranno gravi ripercussioni…..
Abbattere tutti i lidi in cemento, frangiflutti a largo e rispettare sul serio il parco nazionale
Ottima notizia