Non si placano le polemiche per la scelta di organizzare ad Agropoli un evento legato alla tradizione di Trentinara, la Festa del Pane. Il consigliere comunale di minoranza, Massimo La Porta, ha sollevato una dura contestazione nei confronti della giunta cittadina in merito alla gestione degli eventi pubblici e all’impatto economico sul tessuto locale. Al centro della critica vi è la decisione di autorizzare una manifestazione esterna dotata di stand enogastronomici e intrattenimento, proprio in un periodo cruciale per le attività produttive del territorio. Secondo l’esponente di opposizione, la scelta di concedere il suolo pubblico gratuitamente rappresenterebbe un danno diretto per i commercianti che operano stabilmente nella città.
Le critiche alla collocazione nell’area mercatale
Un punto particolarmente sensibile della protesta riguarda l’ubicazione dell’evento, identificata nell’area mercatale di Agropoli Sud. La Porta sostiene che questa scelta tecnica non sia casuale, ma contribuisca a isolare i visitatori dal resto del contesto urbano, impedendo di fatto la circolazione dei turisti verso il centro cittadino.
“L’evento viene collocato nell’area mercatale di Agropoli Sud: una scelta precisa, che crea un circuito chiuso, isolato dal resto della città. Significa una cosa sola: i flussi restano lì dentro. Nessuna passeggiata verso il centro. Nessuna ricaduta su bar, ristoranti, negozi.”
Questa configurazione, secondo il consigliere, favorirebbe esclusivamente le attività temporanee presenti nella zona dell’evento, impedendo che i benefici economici si estendano alle imprese locali che sostengono i costi di gestione durante tutto l’anno.
L’impatto economico e la difesa dell’identità locale
L’accusa prosegue evidenziando la mancanza di una strategia di promozione territoriale coerente. Per La Porta, non si tratterebbe di un’iniziativa volta a valorizzare Agropoli, bensì di un’operazione che sottrae risorse alla comunità. L’assenza di un confronto preventivo con le categorie e di un’analisi economica approfondita sono i principali capi d’imputazione rivolti al Sindaco e alla Giunta.
“Questa non è promozione del territorio. È sottrazione di economia alla città. Si toglie lavoro agli agropolesi per spostarlo altrove, dentro uno spazio chiuso, per pochi giorni e senza alcun beneficio diffuso.”
Il consigliere conclude richiamando l’amministrazione alle proprie responsabilità politiche, definendo inaccettabile che la città venga utilizzata come un mero contenitore per iniziative che non appartengono all’identità locale, proprio nel momento in cui il sostegno alle attività di bar, ristoranti e negozi dovrebbe essere prioritario.
