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Tragedia del Ciclope: dopo 7 anni arrivano le condanne

Era la notte tra il 10 e l'11 agosto quando si consumò la tragedia del Ciclope che provocò la morte di un giovane

A cura di Redazione Infocilento
Pubblicato il 16 Novembre 2022
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Crescenzo della Ragione

Ad più di sette anni dalla tragedia del Ciclope arrivano le condanne per la morte di Crescenzo Della Ragione, il giovane morto dopo esser stato colpito dal crollo di un masso. Due anni e mezzo la pena che i giudici di Vallo della Lucania hanno inflitto a Lello Sacco, titolare della discoteca di Marina di Camerota. Condanna anche alla società che gestiva il locale. Dovrà pagare un indennizzo a carico dei familiari della vittima, il padre (difeso dall’avvocato Felice Lentini) e la madre (difesa dall’avvocato Domenico Lentini).

La tragedia del Ciclope

Era la notte tra il 10 e l’11 agosto del 2015 quando si consumò la tragedia del Ciclope. Crescenzo Della Ragione era dinanzi all’ingresso della discoteca, si apprestava insieme agli amici ad entrare nel locale quando fu colpito mortalmente da una grossa pietra. Una tragedia, quella del Ciclope, immane, che colpì profondamente la comunità locale.

Le indagini

Le indagini avviate dalla Procura di Vallo si sono concluse nel 2017 con la richiesta di rinvio a giudizio per dieci persone. Nel febbraio del 2019 si è aperto il processo con unico imputato il titolare della discoteca.

Nell’udienza preliminare fu condannato ad un anno e sei mesi il buttafuori di Napoli che aveva chiesto il rito abbreviato. Era accusato di favoreggiamento per aver fatto sparire il masso che travolse Crescenzo.

Non luogo a procedere per altri 8 imputati tra cui gli ex sindaci di Camerota Domenico Bortone, Antonio Troccoli, e Antonio Romano, i vigili urbani Antonio Ciociano, Donato Salvato e Giovanniantonio Cammarano e i due tecnici Antonio Gravina, e Gennaro D’Addio.

In aula, durante il processo per la tragedia del Ciclope, sono stati sempre presenti il papà di Crescenzo, Antonio Della Ragione e la mamma Anna Simeoli.

Il dibattimento

Nel corso del processo la difesa di Sacco aveva provato a far cadere le responsabilità a carico del proprio assistito. Stando alla difesa, infatti, non era stato inviato alcun bollettino meteo. In realtà secondo l’accusa esisteva una ordinanza sindacale in base alla quale era vietata qualsiasi serata all’interno del locale, proprio a causa di distacchi dal costone roccioso.

Si era anche ipotizzato che la tragedia del Ciclope si fosse consumata a causa della caduta di un ramo nei pressi della discoteca, ma il medico legale ha ritenuto che le ferite sul corpo del giovane non fossero compatibili con tale ipotesi. Era stato invece il grosso masso a determinare la morte di Crescenzo Della Ragione.

TAG:camerotaCiclopeCilento
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