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Attualità

Quando la Rai venne ad Agropoli (Parte I)

La Rai ad Agropoli negli anni '30-40 fino al 1984

Ernesto Apicella
16/08/2021 9:00 PM
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In Italia i primi esperimenti di trasmissioni televisive iniziarono a Torino nel 1934 a cura della EIAR e fino al 1940 furono mandati in onda, sporadicamente, alcuni programmi. Per effetto della guerra, nel 1940, furono oscurati tutti i segnali televisivi. Dalla Triennale di Torino, l’11 settembre 1949, con una trasmissione sperimentale, Corrado dà inizio alla televisione in bianco e nero con lo standard a 625 linee. Le trasmissioni ufficiali, a cura della RAI, iniziarono il 3 gennaio 1954.

La televisione, in quegli anni, era un bene di lusso e molti italiani, in occasione dei programmi più importanti, si recavano nelle sale dei bar, appositamente allestite, o dai vicini di casa. Tra i programmi più amati dagli italiani c’erano “Il Musichiere” condotto da Mario Riva e “Lascia o Raddoppia?” condotto da Mike Bongiorno.

Ad Agropoli, il 1° dicembre 1955, Domenico “Mimì” La Regina, rappresentante della Marelli, invitò gli agropolesi ad assistere a degli esperimenti di riprese televisive con uno studio, dotato di telecamere Marelli, montato nel Cine Teatro Adua. Lo spettacolo, allestito con attori locali, si sarebbe visto nei bar di piazza V. Veneto dove erano stati installati dei televisori Marelli. L’articolo pubblicato su Il Mattino del 25/11/1955, diceva “Il pubblico può avere subito l’idea di quella che è una delle maggiori realizzazioni della scienza: la televisione”.   

Tra i primi negozi di Radio-TV ricordiamo La Regina, in piazza V. Veneto ed Ernesto Baratta, in via Piave.

Mercoledì 29 luglio 1959 si svolse ad Agropoli, in piazza V. Veneto la fase finale del programma televisivo “Telesquadra”. Sul ROMA di domenica 2 agosto 1959, a firma di Gino Viviani, leggiamo: “Alle ore 21, subito dopo il consueto Carosello, sui teleschermi, fra la evidente commozione e curiosità di tutti, è apparsa un serie di panoramiche di Agropoli, fra le più suggestive e caratteristiche. Facevano subito spicco il mare e le spiagge del nostro Centro, oggi gremitissime di turisti e bagnanti”. Lo spettacolo televisivo iniziò e sul palcoscenico si esibirono   due bimbi agropolesi, Giampiero Lo Schiavo e Federico Margiotta, che divertirono il pubblico con l’imitazione di Domenico Modugno. Le tre sorelline Adriana, Raffaella e AngelaMaria, per niente impressionate dalle telecamere Rai, cantarono “Una marcia in fa”. Seguì l’esibizione del “Complesso blu” formato da Vitagliano, Caruccio, Antelmi, Palmieri e dai musicisti Lillino Messano e Germano Caruccio. Il giovane Nino Caprara cantò: “I Love in Portofino” e l’emozionata Novella Capoluongo: “Guarda che luna”. Tra gli ospiti della serata il novantatreenne Giuseppe Ruocco “Giacchetta” e il pittore Miraglia. Lo spettacolo televisivo continuò con l’esibizione al pianoforte della piccola Giovanna De Marco, allieva del Maestro Visco. A seguire il chitarrista Raffaele Maradei; il rag. Esposito con una melodia dell’avvocato Angrisani; Mario Curcio con: “U’ Saracino”; il gruppo folcloristico di Agropoli diretto da Gisella e Loretta Benivento; il “Coro piratesco” di una colonia estiva tedesca in vacanza ad Agropoli. In chiusura molto applaudite le esibizioni di Giuseppe Crispo, artista agropolese poliedrico, e della bravissima Anna Antelmo nella canzone: “La pioggia cadrà”. Conclude nel suo articolo Gino Viviani: “Tiriamo le somme: Telesquadra ha dato ad Agropoli una serata indimenticabile. L’importante concorso di pubblico è la prova migliore del successo di questa interessante iniziativa della TV”. Credo, purtroppo, che resterà il primo ed unico spettacolo RAI interamente realizzato con artisti agropolesi. Di questo spettacolo non sono riuscito a trovare foto. Ne pubblico alcune, riguardanti altri spettacoli, degli artisti che si esibirono.

Giovedì 13 agosto 1981, Agropoli partecipò alla trasmissione di RAI 2 “Giochi senza Frontiere”. Il programma, di grande successo, vedeva la partecipazione di numerose città europee, ognuna in rappresentanza della propria Nazione, che dovevano sfidarsi in vari giochi sportivi a tema, appositamente inventati per l’occasione. Agropoli, in rappresentanza dell’Italia, sfidò Majdanpeck (Jugoslavia), Aveiro (Portogallo), Lessins (Belgio), Intragna (Svizzera) Warrington (Gran Bretagna), Annecy (Francia). I giovani atleti agropolesi si prepararono con molto impegno sotto la guida dei professori di atletica Tonino Carola e Giovanni Marino. Il compianto sindaco prof. Aldo Botti, in collaborazione con numerosi operatori turistici ed economici, promosse l’allestimento di uno stand con prodotti tipici ad Annecy in Francia, sede, in quella puntata, di “Giochi senza Frontiere”. La squadra di Agropoli non riportò un buon successo. Questo fece nascere molte polemiche giacché numerosi atleti agropolesi, che avevano sostenuto gli allenamenti nelle settimane precedenti alla trasmissione, a pochi giorni dalla sfida furono esclusi lasciando il posto ad atleti non agropolesi. A tal proposito vi riporto la foto di uno dei numerosi manifesti apparsi sulle mura di Agropoli.

25 e il 26 maggio 1984, Agropoli ospitò due tappe della sessantasettesima edizione del Giro d’Italia. L’ottava tappa con partenza da Policoro ed arrivo ad Agropoli, vide la vittoria, sotto un violento temporale, sul lungomare S.Marco dello svizzero Urs Freuler. Maglia rosa Francesco Moser. Il giorno successivo il Giro ripartì dal porto di Agropoli alla volta di Cava dei Tirreni. La RAI era presente con Adriano De Zan ed Enrico Ameri. Notevole la presenza degli agropolesi e la ricaduta pubblicitaria a livello nazionale, anche se la pioggia limitò la visione delle bellezze paesaggistiche di Agropoli.

1984, alla trasmissione televisiva di RAI 1 “Pronto Raffaella” partecipò la famiglia Di Luccio di Agropoli. Raffaella Carrà, conduttrice del programma, stava riscuotendo molto successo di pubblico. Il programma era basato su una serie di spazi quali: le telefonate in diretta; il gioco dei fagioli; il gioco dei colori; etc. La famiglia Di Luccio fu invitata negli studi di “Pronto Raffaella” perché risultava essere tra le famiglie italiane più numerose. Il successo fu enorme e gli ospiti agropolesi non mancarono di omaggiare Raffaella Carrà con mille prelibatezze del Cilento.

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