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Cilento e Vallo di Diano: opere di metanizzazione ferme al palo. Appello di Valiante alla Regione

I fondi del Mise ci sono, mancano quelli della Regione

Il 2017 doveva essere per il Cilento e Vallo di Diano l’anno della metanizzazione. Grazie ai fondi stanziati dal Governo e della Regione Campania, infatti, 34mila famiglia del comprensorio avrebbero dovuto avere in casa il gas metano. Ad oggi, però, i lavori non hanno potuto prendere il via. Nonostante gli annunci, infatti, l’Ente regionale non ha ancora stanziato la sua parte di fondi, ovvero circa 50milioni di euro.

Senza questi soldi non sarà possibile realizzare l’adduttrice e completare le opere. A lanciare l’allarme è il deputato del Pd Simone Valiante.

“I fondi del Ministero per lo Sviluppo Economico sono già depositati, ma manca la quota regionale per la quale ancora non abbiamo notizie”, fa sapere il deputato Dem che lancia un appello a Palazzo Santa Lucia affinché intervenga in tempi brevi.

Già nei mesi scorsi il parlamentare cilentano aveva sollevato il caso e presentato un’interrogazione al Ministero il quale rispose di essere in attesa che l’amministrazione competente, ovvero la Regione, assumesse le determinazioni necessarie in merito.

L’opera nel Cilento e Vallo di Diano è attesa ormai da oltre un decennio. Una prima parte dei lavori doveva concludersi già entro il 2018. Tempi più lunghi, invece, per le aree interne dove era prevista la realizzazione di una rete di 21 milioni di euro per portare il metano dal Vallo di Diano a Piaggine. Il progetto prevede un tronco Rivello – Vibonati di 25 chilometri a cura della Snam Rete Gas spa (già realizzato), un tronco da Vibonati a Futani di circa 35 km (già approvato) e la bretella da Padula a Piaggine (in progettazione).

Nei mesi scorsi anche il sindaco di Celle di Bulgheria, Gino Marotta, aveva sollecitato la Regione allo sblocco dei fondi.

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