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Frattura tra Comunità Montana Alburni e Uncem. No ai forestali impiegati nella manutenzione delle strade provinciali

Frattura tra Comunità Montana Alburni e Uncem. No ai forestali impiegati nella manutenzione delle strade provinciali

Palmieri: ritiriamo l’adesione all’organizzazione

Palmieri: ritiriamo l’adesione all’organizzazione

“La maggioranza da me presieduta ha più volte espresso perplessità sull’accordo di programma per gli interventi da effettuare sulle strade provinciali. Ribadiamo la nostra disponibilità ad intervenire sui tratti stradali in questione, solo nel momento in cui verranno trasferiti ulteriori fondi e ci verrà permesso di assumere altri operai a tempo determinato”. A parlare è Pino Palmieri, sindaco di Roscigno e presidente della comunità montana Alburni che critica l’accordo siglato in Regione per utilizzare gli operai forestali in opera di manutenzione delle strade provinciali.

“Non siamo disponibili a distogliere gli operai forestali dai cantieri tradizionali – spiega Palmieri – Inoltre, dopo la fase sperimentale dovevano esserci certezze, ma nell’ultima riunione alla provincia è emerso che non è ancora stata approvata nessuna norma regionale in merito ed al momento l’accordo di programma è stato stipulato solo dalle C.M. della provincia di Salerno. La lettera allegata al presente post è l’ennesimo atto di scortesia nei confronti della giunta e dei suoi delegati che compongono la maggioranza politica della C.M Alburni”.

“Vista la faziosità politica del Presidente dell’Uncem e l’utilizzo dell’associazione da lui rappresentata come se fosse una sezione di partito – incalza Palmieri – comunico che la C.M. Alburni ritira la sua adesione dall’Uncem regionale e non parteciperà ad alcun tavolo tecnico e politico fino a quando non verrà ripristinata l’autonomia e l’indipendenza dell’associazione in questione”.

“Auspichiamo – conclude – che le provincia possa ritornare ad avere un ruolo fondamentale nella gestione del territorio, ma tutto ciò può avvenire con l’aiuto dell’ente regionale e con l’intervento legislativo del Parlamento e non con lo scaricare le responsabilità sugli enti montani in balia di continue incertezze contabili/amministrative.

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