I lavoratori incroceranno le braccia venerdì 4 novembre
Le organizzazioni sindacali SLC CGIL, SLP CISL, FAILP CISAL, CONFSAL Comunicazioni e UGL Comunicazioni hanno indetto per domani, venerdì 4 novembre, uno sciopero generale dei lavoratori di Poste Italiane. La decisione di incrociare le braccia nasce dalla volontà di impedire una privatizzazione totale di Poste Italiane. “Poste Italiane non si svende – si legge nel volantino delle sigle sindacali con cui si annuncia la giornata di sciopero – e per il servizio che rende al paese deve rimanere a maggioranza pubblica“. “Poste è un patrimonio di tutti i cittadini! – affermano i sindacati – Non si possono chiudere Uffici Postali solo perché in zone disagiate, non si può continuare ad ignorare la necessità di personale agli sportelli e non si può trattare il dipendente postale come fosse un venditore a cottimo, spinto solo a collocare prodotti in una insana ed inefficace rincorsa dell’obiettivo di budget. Nessuno più delle lavoratrici e dei lavoratori ha diritto a chiedere al Governo che l’azienda non sia totalmente privatizzata, che sia mantenuta l’unicità aziendale, che si utilizzino gli utili di bilancio per continuare a migliorare i servizi e le condizioni di lavoro“. “Il Governo non ascolta, – continuano – ha sospeso in questi giorni l’operazione, ma mantiene efficace il Decreto che stabilisce la cessione dell’ulteriore quota del 30% di azioni ai privati e la cessione del rimanente 35% alla Cassa depositi e Prestiti“. Nonostante lo sciopero indetto, domani Poste Italiane, in conformità alla vigente normativa in materia, garantirà l’erogazione delle prestazioni essenziali presso determinati Uffici Postali.
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