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Università di Salerno: completato l’Edificio C3, il primo al mondo a “danni zero” contro i terremoti

Inaugurato al Campus di Fisciano l’Edificio C3: ospiterà il Life Science Hub Laboratory e utilizza la rivoluzionaria tecnologia FREEDAM per la protezione sismica

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Redazione Infocilento
Di:Redazione Infocilento
La redazione di InfoCilento è composta da circa trenta redattori e corrispondenti da ogni area del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. E' questa la vera...
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Pubblicato il: 15/04/2026
Aggiornato il: 15/04/2026
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Edificio C3 Unisa

È stata completata in questi giorni all’Università di Salerno, presso il campus di Fisciano, la realizzazione dell’Edificio C3 che ospiterà il “Life Science Hub Laboratory”. Con questo nuovo spazio l’Ateneo non solo amplia le proprie infrastrutture dedicate alla ricerca, ma compie anche un passo in avanti decisivo nella progettazione d’avanguardia in materia di protezione dal rischio sismico.

Tecnologia FREEDAM: l’acciaio che sfida il sisma

Caratterizzato da una struttura portante intelaiata in acciaio, l’Edificio C3 è il primo edificio al mondo a impiegare collegamenti trave-colonna equipaggiati con dissipatori ad attrito. Si tratta di una tecnologia ideata presso il Dipartimento di Ingegneria Civile dal Prof. Vincenzo Piluso e sperimentata in laboratorio nell’ambito del progetto europeo FREEDAM (RFCS 2015). Il cuore dell’innovazione risiede nella capacità di resistere agli eventi sismici senza subire danni strutturali, garantendo la massima sicurezza.

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Test e validazione internazionale

Le prove sperimentali, eseguite tra Salerno, Coimbra, Liegi e presso la FIP Industriale, hanno sottoposto i giunti a sollecitazioni cicliche, impatti e prove di resistenza al fuoco. I test di simulazione sismica con metodo pseudo-dinamico su una struttura a due livelli hanno confermato un potenziale rivoluzionario: ridurre drasticamente il danneggiamento strutturale. Questo permette all’edificio di rimanere pienamente operativo anche dopo eventi sismici di elevata intensità.

Dal concetto “Free from Damage” alla realtà costruttiva

L’implementazione di dissipatori ad attrito standardizzati nei collegamenti consente di dissipare l’energia sismica in ingresso, accogliendo le rotazioni derivanti dal terremoto praticamente senza alcun danno. L’Edificio C3 — la cui direzione dei lavori e progettazione impiantistica è stata curata in house dall’Ufficio Tecnico di Ateneo, con collaudo del Prof. Rosario Montuori — è stato cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del progetto dimostratore “DREAMERS” (RFCS 2020).

Una rete di cooperazione accademica e industriale

Il progetto rappresenta l’apice di una collaborazione internazionale che vede coinvolte le Università di Coimbra, Liegi e la “Federico II” di Napoli. Fondamentale anche il supporto di partner industriali come Arcelor Mittal Belval & Differdange SA e Knauf di Knauf Srl. Oltre alla resistenza strutturale, l’edificio è dotato di un sistema di monitoraggio di ultima generazione che analizza in tempo reale precarico dei bulloni, temperatura, accelerazioni e frequenze di vibrazione.

Riconoscimenti e prospettive future

In occasione del XXIX Congresso C.T.A. (Giornate Italiane della Costruzione in Acciaio), l’opera ha ottenuto il prestigioso premio “Best Design Award”. L’Unione Europea ha indicato il progetto come “best practice” e come esempio d’eccellenza di Design Assisted by Testing. Grazie a questi successi, la Research European Agency (REA) ha già stanziato ulteriori fondi per il progetto DREAMERS-PLUS (RFCS 2025).

L’inaugurazione ufficiale e la presentazione degli spazi del Life Science Hub Laboratory avverranno nei prossimi mesi, una volta ultimato l’allestimento delle attrezzature scientifiche.

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