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Strada del Mingardo, il Consiglio di Stato boccia il Comune di Camerota: atti alla Corte dei Conti

Sentenza definitiva sulla SP 562: il Consiglio di Stato conferma l'illegittimità dei lavori al Mingardo. Avviato iter per valutare il danno erariale

Di:
Maria Emilia Cobucci
Di:Maria Emilia Cobucci
Giornalista per scelta, professione e passione. Una passione che mi accompagna sempre nel mio lavoro tanto da renderlo unico. Testarda e determinata, sono sempre alla ricerca...
Pubblicato il: 09/01/2026
Aggiornato il: 10/01/2026
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Il Consiglio di Stato ha messo la parola fine alla controversia legale riguardante gli interventi effettuati sul costone della strada provinciale SP 562, in località Mingardo. I giudici hanno respinto in via definitiva il ricorso presentato da Mario Salvatore Scarpitta, sindaco di Camerota, confermando l’illegittimità delle azioni intraprese dall’amministrazione comunale.

La sentenza ribadisce che le opere sono state realizzate in assenza delle autorizzazioni necessarie da parte della Soprintendenza e degli altri enti competenti.

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La contestazione sulla somma urgenza e i vincoli ambientali

Secondo quanto stabilito dai magistrati amministrativi, il Comune di Camerota non avrebbe potuto procedere autonomamente ai lavori, nonostante l’invocazione della somma urgenza. Sebbene il sindaco avesse la facoltà di adottare misure cautelari, come la limitazione del traffico veicolare, ciò non esentava l’amministrazione dal rispetto dell’iter autorizzativo previsto per le aree vincolate.

La Soprintendenza e l’Ente Parco, supportati dall’Avvocatura Generale dello Stato, avevano già sospeso i lavori contestando la procedura seguita, posizione sostenuta anche dalle associazioni Italia Nostra Onlus e Per un Comune Migliore.

Condanna alle spese e segnalazione alla Corte dei Conti

Oltre al rigetto del ricorso, la sentenza comporta pesanti conseguenze finanziarie per l’ente. Il Comune di Camerota è stato infatti condannato al pagamento di circa 40 mila euro per le spese legali.

Un ulteriore profilo di criticità emerge dalla decisione dei giudici di disporre l’invio di tutti gli atti alla Procura regionale della Corte dei Conti della Campania.

Tale trasmissione è finalizzata all’avvio di un procedimento per valutare un possibile danno erariale, puntando ad accertare eventuali responsabilità nella gestione delle risorse pubbliche e delle procedure amministrative relative al costone della Mingardina.

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