Sei anni fa l’inizio dell’incubo Covid-19: circa 130 vite le spezzate nel Vallo di Diano

Nel Vallo di Diano la pandemia ha lasciato una ferita profonda: circa 130 persone hanno perso la vita. Non sono numeri, ma volti conosciuti, nonni che raccontavano storie, genitori che lavoravano ogni giorno per i propri figli

Covid 19

Centotrenta vite spezzate. Centotrenta storie che appartenevano alle famiglie e alle comunità del Vallo di Diano. A sei anni dall’inizio della pandemia, il primo pensiero non può che andare a loro: uomini e donne che il virus ha portato via lasciando un vuoto profondo nei paesi del territorio.

L’inizio dell’incubo

L’11 marzo 2020 è la data che ha segnato uno spartiacque nella storia recente. In quei giorni l’emergenza legata al COVID-19 entrò con forza nella vita quotidiana di tutti. Le strade si svuotarono, le scuole chiusero, le serrande dei negozi si abbassarono. Le persone impararono a vivere con la distanza, con la paura, con l’incertezza.

Il governo guidato da Giuseppe Conte aveva esteso a tutta la Italia le misure di lockdown, mentre proprio l’11 marzo la Organizzazione Mondiale della Sanità dichiarò ufficialmente lo stato di pandemia globale. Una parola che fino a quel momento sembrava lontana, ma che da quel giorno entrò nelle case di tutti.

Una ferita profonda nel Vallo di Diano

Furono settimane difficili. Gli ospedali pieni, le ambulanze che attraversavano città e paesi nel silenzio irreale delle strade deserte. In molte famiglie il dolore arrivò all’improvviso, spesso senza la possibilità di un ultimo saluto.

Anche nel Vallo di Diano la pandemia ha lasciato una ferita profonda: circa 130 persone hanno perso la vita. Non sono numeri, ma volti conosciuti, nonni che raccontavano storie, genitori che lavoravano ogni giorno per i propri figli, amici che facevano parte della quotidianità dei nostri paesi.

Ricordare oggi quella data significa custodire la memoria di chi non c’è più. Significa fermarsi un momento e pensare a quelle vite, al dolore delle famiglie, ma anche alla forza di una comunità che nei momenti più duri ha saputo restare unita.

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