Il clima politico a Monte San Giacomo si scalda intorno all’adesione del Comune al progetto SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione), coordinato da Atena Lucana. Un tema delicato che ha innescato un acceso botta e risposta tra l’Amministrazione comunale e il gruppo di minoranza, dividendo l’opinione pubblica tra la necessità di trasparenza e le ragioni dell’integrazione.
La posizione della maggioranza: una scelta per il futuro del borgo
L’Amministrazione ha chiarito che l’adesione al SAI è una mossa strategica per contrastare lo spopolamento e la denatalità, fenomeni che minacciano la sopravvivenza del plesso scolastico locale. In una nota ufficiale, l’esecutivo ha stigmatizzato l’atteggiamento dell’opposizione: “tocca constatare ancora una volta come la minoranza non abbia perso occasione per strumentalizzare una delibera di indirizzo diffondendo falsità al solo scopo di alimentare una tensione sociale”.
Secondo i dati forniti, il progetto riguarderà un massimo di 15 beneficiari, individuati esclusivamente tra nuclei familiari controllati. L’Amministrazione ha sottolineato che non verranno utilizzati edifici pubblici, poiché il modello SAI privilegia unità abitative private, e che l’iniziativa è interamente finanziata da fondi statali, senza oneri per il bilancio comunale. “Non si tratterebbe perciò di pericolosi clandestini, ma di famiglie che fanno parte di un percorso, individuate e seguite a monte dal Ministero”, hanno precisato i rappresentanti della maggioranza.
La replica della minoranza: critiche sulla trasparenza e metodo decisionale
Di tutt’altro avviso il gruppo di minoranza, che ha rispedito al mittente le accuse di allarmismo, puntando il dito contro un metodo amministrativo ritenuto poco democratico. Per l’opposizione, una scelta di tale rilevanza sociale non avrebbe dovuto limitarsi alla stanza della giunta. “I fatti dicono che la decisione sul progetto è stata assunta dalla giunta, quindi da tre persone, con un atto deliberativo già esecutivo e senza un confronto con il consiglio comunale o con la cittadinanza”, denunciano i consiglieri.
La minoranza lamenta inoltre un uso improprio dei canali istituzionali e una scarsa propensione al dialogo da parte della maggioranza, leggendo nel loro atteggiamento un segno di nervosismo. Secondo il gruppo di opposizione, richiamare la storia di emigrazione dei sangiacomesi per giustificare l’atto sarebbe una manovra puramente emotiva: “Dare spiegazioni alla comunità dovrebbe essere un dovere, non un fastidio”.
Verso il confronto in aula consiliare
Mentre la maggioranza difende la bontà del progetto richiamando i valori dell’accoglienza e i vantaggi per la comunità scolastica, la minoranza chiede che la discussione torni nel luogo deputato al confronto pubblico. Per questo motivo, è stata già presentata una richiesta formale: “Si convochi il consiglio comunale, così da discutere pubblicamente del progetto alla presenza dei cittadini. La minoranza ne ha già formalmente richiesto, due giorni fa, la convocazione. Attendiamo ancora la data”.
Il dibattito resta aperto, in attesa che il confronto in aula possa fare definitiva chiarezza sui dettagli operativi e sulle ricadute sociali che il progetto SAI avrà sul territorio di Monte San Giacomo.
