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Scogliera di Ascea, lavori della pista ciclabile, l’allarme Codacons. A InfoCilento parla Bartolomeo Lanzara

Il Codacons Cilento denuncia l'impatto ambientale dei lavori sulla Scogliera di Ascea. Materiali rigidi e cemento minacciano l'ecosistema dunale: richiesto l'accesso agli atti

Di: Ernesto Rocco
Pubblicato il: 13/05/2026
Aggiornato il: 14/05/2026
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La Scogliera di Ascea, cuore pulsante e identitario del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, è attualmente al centro di una accesa disputa ambientale. Diversi cittadini, operatori locali e associazioni hanno segnalato al Codacons Cilento profonde preoccupazioni riguardanti gli interventi in corso per la realizzazione di una pista ciclabile. L’area interessata è caratterizzata da un ecosistema dunale estremamente fragile, dove fiorisce il giglio di mare, simbolo della biodiversità costiera del territorio.

Impatto ambientale e materiali utilizzati

Le criticità emerse riguardano principalmente la natura dei lavori. Le immagini documentate mostrano l’utilizzo di materiali rigidi, cordoli in cemento e superfici bituminose che sembrano trasformare un sentiero naturalistico in un’infrastruttura di tipo urbano. Tale approccio appare in contrasto con i vincoli paesaggistici che gravano sulla zona, la quale richiederebbe interventi a basso impatto e facilmente reversibili.

“Non possiamo restare in silenzio davanti a un intervento che appare fortemente invasivo rispetto alla delicatezza dell’area” afferma l’avv. Bartolomeo Lanzara, responsabile Codacons Cilento. “La Scogliera di Ascea non è un luogo qualsiasi: rappresenta uno dei patrimoni naturalistici più fragili e preziosi dell’intero Cilento. In aree di questo tipo ogni opera dovrebbe essere improntata alla massima reversibilità, alla leggerezza dell’impatto e alla piena compatibilità ambientale. I cittadini ci stanno contattando perché temono che si stia alterando in modo significativo l’equilibrio naturale del sito”.

Verifiche sulla compatibilità ecologica

Oltre all’impatto visivo, il dibattito si sposta sulla tenuta ecologica dell’opera. La scelta di superfici impermeabilizzanti potrebbe alterare le dinamiche naturali della fascia costiera. È fondamentale determinare se tali soluzioni rispettino le prescrizioni fornite dagli organi di tutela e se i materiali siano idonei a un ambiente protetto.

Sul tema interviene anche la dott.ssa Caterina Cammarano, responsabile Codacons Cilento per la Costiera Cilentana in materia di ambiente e beni culturali:

“È necessario chiarire immediatamente se i materiali utilizzati per la realizzazione dell’intervento siano realmente compatibili con un ecosistema dunale protetto e con le prescrizioni previste dagli strumenti di tutela paesaggistica e ambientale. In un’area di tale pregio naturalistico non possono esserci approssimazioni. La scelta di materiali rigidi e impermeabilizzanti rischia di compromettere non solo l’armonia del paesaggio, ma anche le delicate dinamiche ambientali della fascia costiera”.

Il rispetto del Piano del Parco

Secondo il Codacons, la questione non è puramente estetica ma normativa. Il Piano del Parco e il Piano Paesistico del Cilento Costiero impongono che ogni trasformazione debba integrarsi armoniosamente con la naturalità dei luoghi, evitando di compromettere gli equilibri ecologici esistenti.

“Non basta modificare la tonalità di una pavimentazione per renderla compatibile con un’area protetta” aggiunge Lanzara. “La tutela ambientale non può ridursi a una operazione cosmetica o ad un semplice effetto visivo. È un principio sostanziale che deve orientare ogni scelta progettuale e amministrativa”.

Richiesta di accesso agli atti e vigilanza

Per fare chiarezza sulla regolarità dell’intervento, l’associazione ha annunciato un’immediata istanza di accesso agli atti. L’obiettivo è esaminare i titoli autorizzativi, le valutazioni di impatto ambientale e la conformità tecnica dei materiali impiegati nel cantiere della Scogliera.

“La Scogliera di Ascea appartiene all’intera collettività” conclude Lanzara. “È un patrimonio ambientale e culturale che deve essere preservato con responsabilità, equilibrio e rispetto. Continueremo a vigilare affinché ogni intervento sia realmente compatibile con la fragilità e l’unicità di questo luogo straordinario”.

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