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San Mauro Abate, il santo dell’obbedienza che camminava sulle acque. Festa e tradizioni in Cilento

La vita, i miracoli e il culto di San Mauro abate, braccio destro di San Benedetto e protettore contro i reumatismi, celebrato il 15 gennaio

Concepita Sica
15/01/2026 9:02 PM
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San Mauro

Tra le figure più affascinanti del monachesimo occidentale, San Mauro Abate occupa un posto di rilievo. Primo discepolo di San Benedetto da Norcia e suo successore ideale, Mauro rappresenta ancora oggi un modello di fede e ubbidienza cieca, venerato in tutta Italia come protettore contro i reumatismi, la gotta e patrono di categorie laboriose come giardinieri e carbonai.

Le fonti e le origini romane

Le testimonianze sulla sua vita giungono principalmente dai Dialoghi di San Gregorio Magno e dai racconti della Legenda Aurea di Jacopo da Varagine. San Mauro nacque a Roma nel 512, figlio del senatore Eutichio. In un’epoca segnata dalle turbolenze delle invasioni barbariche, il padre decise di affidarlo appena dodicenne alle cure di San Benedetto nel monastero di Subiaco. Insieme a lui c’era il coetaneo Placido: entrambi sarebbero diventati colonne portanti dell’ordine benedettino.

Una vita di austerità e servizio

Sin dalla giovinezza, Mauro si distinse per un carattere mite e un’ascesi rigorosa. Le cronache raccontano che dormisse sulla sabbia e praticasse digiuni estremi, venendo indicato da Benedetto come esempio di disciplina per tutti i monaci.

Nel 529, mentre il fondatore si spostava a Montecassino, Mauro rimase a Subiaco, probabilmente come abate. La sua fama crebbe a tal punto che il Vescovo di Mans richiese la sua presenza in Francia. Qui Mauro fondò l’abbazia di Grandfeuil, che arrivò a ospitare ben 140 monaci, e diede vita a numerosi altri monasteri prima di spegnersi il 15 gennaio 584. Il legame con la terra francese rimase così profondo che la località di Grandfeuil prese il nome di “Saint Maur sur Loire”.

Il miracolo del cammino sulle acque

L’episodio più celebre della sua vita riguarda il salvataggio del giovane Placido. Mentre quest’ultimo stava annegando in un lago, Benedetto, avendo avuto una visione del pericolo, ordinò a Mauro di correre in suo aiuto. Mauro, spinto da una fede incrollabile nell’ordine ricevuto, corse letteralmente sulla superficie dell’acqua, afferrò l’amico e lo portò a riva. Solo una volta in salvo si rese conto del prodigio compiuto, attribuendone umilmente il merito alla benedizione del suo maestro.

Guarigioni e protezione dei malati

San Mauro è tradizionalmente invocato come taumaturgo. Molti dei suoi miracoli riguardano guarigioni fisiche: celebre è quella di un bambino zoppo e muto, avvenuta tramite il tocco della stola diaconale. Ancora oggi, la sua figura è il punto di riferimento per chi soffre di dolori articolari, nevralgie o difficoltà motorie. In molti comuni, la sua festa è accompagnata dalla benedizione dei panini, simbolo di un miracolo di moltiplicazione avvenuto durante il suo viaggio verso la Francia.

Il legame con San Mauro La Bruca e il miracolo della galleria Spina

Un evento più recente lega il Santo alla cittadina di San Mauro La Bruca. Il 14 gennaio 1889, durante i lavori della ferrovia Napoli-Reggio Calabria, un misterioso uomo – scambiato per un ingegnere – convinse gli operai a uscire da una galleria per il pranzo prima dell’orario previsto. Poco dopo, il tunnel crollò. I sopravvissuti, vedendo l’uomo svanire sul ponte del fiume Lambro dopo aver assunto le sembianze del Santo, compresero di essere stati salvati da un intervento divino.

Le preghiere

La fervente fede nell’intercessione del Santo in favore del popolo di San Mauro è espressa fortemente nelle parole dell’inno che viene cantato in occasione della Novena e della festa:

“Dai mali e flagelli

ci salva sovente

col manto potente

non mai ci lasciò”

I fedeli di San Mauro legano la loro venerazione non solo al desiderio dell’intercessione e della protezione ma anche alla consapevolezza che la vita del Santo è un modello di virtù a cui tendere per essere dei perfetti cristiani:

“Mauro Santo, caro Abate

Bello specchio di virtù

Se t’impegni per noi tu

Ameremo il Redentore

O gran Santo Protettore.

Prega per noi o caro Santo,

il buon Gesù che amasti tanto”

La dote dell’ubbidienza viene poi cantata per esortare i fedeli ad imitare il Santo per poter raccogliere i benefici che il Signore elargisce per i suoi figli.

“Mauro Santo ubbidiente

Che sull’acqua camminasti

Fa’ che noi, umili e casti,

obbedissimo al Signore

o gran Santo Protettore.

Prega per noi o caro Santo,

il buon Gesù che amasti tanto”

Il popolo di San Mauro La Bruca, ieri come oggi, si affida interamente alla protezione del Santo Patrono e con cuore ardente prega:

“Liberate questo nostro paese da peste, fame, guerra e terremoti, tratteneteci sempre sotto il vostro santo patrocinio come benignamente avete fatto per tanti secoli. Sì, sì, caro Padre, assisteteci sempre nel corso di questa misera vita e fate che possiamo venire a godere Dio insieme con voi e con l’Immacolata nostra madre, Maria, per decantarvi tra gli Angeli e tra i santi qual nostro difensore per tutta l’eternità. Così sia”.

L’iconografia e la devozione popolare

Nell’arte, San Mauro viene solitamente raffigurato con gli abiti abbaziali, la mitra e il pastorale. Spesso tiene in mano la Regola benedettina o una stampella, simbolo del suo patrocinio sugli infermi. La sua eredità spirituale sopravvive nei canti popolari e nelle preghiere dei fedeli, che vedono in lui non solo un protettore contro le calamità naturali e le malattie, ma un “bello specchio di virtù” a cui ispirarsi quotidianamente.

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