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Cilento

Rinasce il “Santuario di Hera Argiva sul fiume Sele”: dopo 11 anni riapre uno dei luoghi più significativi di Poseidonia

L'inaugurazione è in programma per giovedì 4 dicembre alle ore 10:30

Comunicato Stampa
26/11/2025 9:55 AM
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Parco Paestum

Dopo undici anni di chiusura al pubblico, uno dei luoghi più significativi dell’antica Poseidonia torna finalmente accessibile. Il Santuario di Hera Argiva sul fiume Sele, chiuso dal 2014 dopo una violenta esondazione del fiume, riapre grazie a un importante progetto di valorizzazione promosso dai Parchi archeologici di Paestum e Velia. L’inaugurazione del nuovo percorso “Il tempio al confine – Hera e il paesaggio del Sele” è in programma il 4 dicembre alle ore 10.30.

Un luogo fondativo tra mito, paesaggio e frontiera

Alla foce del Sele mito e storia si sovrappongono da oltre 2600 anni. Qui, secondo la tradizione, Giasone avrebbe dedicato alla dea di Argo un santuario durante il viaggio di ritorno dalla conquista del vello d’oro con gli Argonauti. Ed è qui che nel VI sec. a.C. i coloni greci edificarono un santuario sul limite settentrionale del territorio da essi controllato: un confine naturale che separava la chora di Poseidonia dalle terre etrusche.

Il complesso rappresentò per secoli un punto di riferimento religioso e culturale. Oggi, dopo un decennio di inaccessibilità, il Santuario torna a essere leggibile nella sua relazione originaria con il paesaggio costiero.

Il nuovo percorso: un intervento che unisce archeologia e natura

La riapertura è il risultato di un intervento che ha integrato ricerca archeologica, progettazione paesaggistica e soluzioni avanzate per l’accessibilità, restituendo al santuario una lettura chiara e coerente delle sue componenti storiche e ambientali.

I percorsi progettati adottano una progressione intenzionale: dalla maggiore strutturazione iniziale, con linee rette e il riutilizzo di tracciati preesistenti, si passa gradualmente a geometrie più leggere e flessibili mediante una passerella e l’impiego di battuti reversibili. L’andamento dei percorsi si orienta verso le strutture del Santuario, offrendo al visitatore una prospettiva che rispecchia le principali fasi evolutive dell’impianto, fino a seguire la sinuosità dell’ansa del Sele attraverso sentieri guidati da paletti in legno e cordame.

Il percorso si sviluppa all’interno di un’area di oltre 41.000 metri quadrati, in cui sono stati realizzati:

  • indagini geofisiche e archeologiche funzionali alla ricostruzione storica del sito;
  • un percorso facilitato in terra stabilizzata, pensato per garantire un’esperienza di visita inclusiva;
  • una passerella espositiva in materiali reversibili;
  • pannelli informativi, mappe tattili, nuove aree di sosta e un sistema di recinzione in pali di castagno che restituisce ordine e tutela all’area sacra

Il progetto

Elemento centrale del progetto è il Giardino di Hera, uno spazio vegetale costruito sulla base delle essenze documentate nel santuario antico. La selezione delle specie – melograni, querce, mirto, lavanda, rosmarino e altre piante mediterranee – non propone una ricostruzione scientifica, ma un evocativo richiamo alle atmosfere storiche che caratterizzavano il complesso.

La pannellistica, leggera e pienamente coerente con la natura del sito, è stata progettata per essere accessibile e tattile, accompagnando la visita in continuità con gli standard comunicativi dei Parchi archeologici di Paestum e Velia. Le aree di sosta, progressivamente ombreggiate dalla vegetazione, favoriscono una fruizione più lenta e meditata, in linea con la filosofia del Museo Narrante di Hera Argiva.

Il commento

«Con questo intervento minimo, semplice ma efficace, abbiamo inteso dare un primo grado di accessibilità alle strutture ancora visibili sul terreno e permettere una lettura contemporanea del sito nelle sue stratificazioni, connettendo la storia del santuario dedicato ad Hera e del suo giardino, storicamente attestato, con la configurazione territoriale successiva, rappresentata dalla masseria e dalle attività colturali, oltre che dallo spiccato valore naturalistico della foce del Sele – afferma Antonella Manzo, architetto dei Parchi archeologici di Paestum e Velia.

Questa prima fase rappresenta per noi l’avvio di un processo di miglioramento dell’accessibilità e dell’esperienza di visita: in futuro prevediamo ulteriori interventi integrati per garantire un accesso sicuro anche alle persone con necessità fisiche e cognitive specifiche, affinché possano fruire pienamente di un sito archeologico complesso costituito dall’area e dal museo narrante».

“L’attuazione del progetto è avvenuta con un’attenzione particolare alla sostenibilità ambientale intesa come rispetto della connotazione naturalistica del luogo. Gli interventi eseguiti sono a basso impatto, infatti le strutture realizzate sono a ridotta vulnerabilità e rispettose della qualità e dell’integrità degli ecosistemi e della biodiversità presenti nel sito”, sottolinea Ornella Silvetti, architetto ALES in servizio presso i Parchi archeologici di Paestum e Velia

Visite e fruizione

A partire da dicembre, l’area archeologica e “il Giardino di Hera” saranno visitabili ogni sabato alle ore 11.00 e domenica alle ore 15.00, accompagnati dalle visite guidate a cura dei volontari del Servizio Civile formati dai Parchi.

L’ingresso, su prenotazione, è incluso nel biglietto dei Parchi archeologici di Paestum e Velia e nell’abbonamento Paestum&Velia.

Le parole della direttrice Tiziana D’Angelo

«La riapertura del Santuario di Hera sul fiume Sele restituisce al territorio un luogo fondativo della sua storia – dichiara Tiziana D’Angelo, direttore dei Parchi archeologici di Paestum e Velia – Mito, paesaggio e archeologia tornano a essere parte di un’unica narrazione, resa oggi più accessibile e consapevole. Questo intervento rappresenta un passo decisivo nel percorso di valorizzazione dei Parchi, che continuerà nel 2026 con il riallestimento del Museo dedicato alla dea e con l’avvio di nuove campagne di scavo.

Si tratta di interventi che rafforzeranno ulteriormente la conoscenza del santuario, offrendo nuovi elementi per comprendere l’evoluzione del complesso nel suo contesto originario”

Tre nuove metope riemerse dal santuario: un ritrovamento eccezionale e una campagna per salvarle

Il progetto di valorizzazione si inserisce in un momento decisivo per le ricerche sul santuario. Nel 2023, durante le attività archeologiche condotte dall’Università degli Studi di Napoli Federico II, sotto la direzione della Prof. Bianca Ferrara, sono riemerse, nell’area tra il tempio tardo-arcaico e la stoà meridionale, tre metope in arenaria, due delle quali segnalate già dall’archeologa Paola Zancani Montuori.

Le lastre, fortemente frammentate e in avanzato stato di degrado, appartengono ai cicli metopali che tra VI e V secolo a.C. decoravano gli edifici sacri del santuario. Due metope sembrano riferibili al celebre ciclo delle “danzatrici”, mentre la terza, ancora solo parzialmente studiata, potrebbe appartenere a un fregio finora non attestato.

Il recupero di questi elementi architettonici è un’occasione scientifica unica per progredire con la ricerca storica al Sele e fare luce su una delle testimonianze più importanti dell’archeologia pestana. Si avrà l’occasione di intervenire per la prima volta su materiali che provengono direttamente dallo scavo archeologico, ideali per analisi multispettrali, mineralogiche e iconografiche ad alta precisione che daranno risposte a vari quesiti, tra cui le tecniche costruttive e di decorazione.

Per garantirne la conservazione e la futura esposizione, i Parchi lanciano una campagna di raccolta fondi aperta alla comunità e a tutti coloro che desiderano contribuire alla tutela di un patrimonio irripetibile, mediante la piattaforma ArtBonus che garantirà ai mecenati sgravi fiscali fino al 65% (maggiori informazioni https://parchipaestumvelia.cultura.gov.it/dona-ora/artbonus/)

Un’eredità che continua a trasformarsi

La riapertura del santuario e il nuovo percorso rappresentano solo il primo passo di una più ampia strategia di valorizzazione. Il 2026 segnerà infatti l’avvio del riallestimento del Museo narrante di Hera Argiva, destinato a completare un progetto che unisce ricerca, tutela e divulgazione in un’unica visione culturale.

Gli interventi

Tiziana D’Angelo, Direttore dei Parchi archeologici di Paestum e Velia; Antonella Manzo, Funzionario architetto- Parchi archeologici di Paestum e Velia; Ornella Silvetti, Architetto ALES- Parchi archeologici di Paestum e Velia; Maria Boffa, Funzionario archeologo- Parchi archeologici di Paestum e Velia; Bianca Ferrara, Università degli studi di Napoli Federico II.

Le info utili

Le visite guidate al Santuario e al Giardino di Hera, curate dal personale del Servizio Civile in servizio ai Parchi, si svolgeranno ogni sabato alle 11.00 e ogni domenica alle 15.00, con appuntamenti aggiuntivi nelle prime domeniche del mese e nella festività dell’8 dicembre 2025.

Le visite, con prenotazione OBBLIGATORIA all’indirizzo: pa-paeve.promozione@cultura.gov.it sono incluse nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia. Prima di recarsi al Santuario per le visite occorre ritirare il biglietto presso le biglietterie dei Parchi.

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