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Operazione di tutela nel Cilento: droni e campionamenti per difendere le acque

Operazione del NITA e ANTA tra Capaccio e Castellabate: monitoraggio con droni e prelievi d'acqua per contrastare gli sversamenti illeciti e tutelare il Parco

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Redazione Infocilento
Di:Redazione Infocilento
La redazione di InfoCilento è composta da circa trenta redattori e corrispondenti da ogni area del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. E' questa la vera...
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Pubblicato il: 18/04/2026
Aggiornato il: 18/04/2026
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Il cuore pulsante del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni è stato oggi teatro di un’importante operazione di monitoraggio ambientale. In un territorio dove la bellezza naturalistica convive con le pressioni delle attività umane e zootecniche, la difesa degli ecosistemi torna a essere una priorità assoluta. L’intervento si è reso necessario per contrastare rischi concreti come gli sversamenti illeciti e le criticità legate alla gestione delle acque, fenomeni che minacciano l’integrità di un’area di straordinario pregio.

Il monitoraggio tecnologico tra Capaccio e Castellabate

L’attività di controllo ha interessato una vasta area compresa tra i Comuni di Capaccio Paestum, Agropoli e Santa Maria di Castellabate. Il Nucleo Intervento Tutela Ambientale (NITA), in collaborazione con le Guardie regionali ittiche-venatorie ANTA, ha setacciato le foci dei corsi d’acqua e le zone limitrofe. Le operazioni sono state coordinate dal dottor Giuseppe Di Somma, neo-coordinatore regionale, che ha guidato un team supportato dall’utilizzo dei SAPR. L’impiego dei droni ha permesso una ricognizione dall’alto capillare, arrivando a coprire distanze fino a un chilometro dai punti sensibili per individuare eventuali anomalie non visibili da terra.

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Analisi e mappatura: una fotografia dello stato di salute ambientale

L’intervento non si è limitato a una supervisione aerea, ma è sceso nel dettaglio tecnico con il prelievo di campioni d’acqua. Questi campioni saranno oggetto di analisi specifiche per costruire una mappatura puntuale dello stato di salute delle matrici ambientali. L’obiettivo è verificare se i parametri siano in equilibrio o se emergano criticità che richiedano interventi d’urgenza. Disporre di dati scientifici certi è fondamentale per comprendere l’entità dei reati ambientali, che oggi rappresentano un’emergenza insidiosa per la salute pubblica, la qualità agricola e l’immagine turistica del Cilento.

Prevenzione e controllo del comparto produttivo

La qualità delle acque è un indicatore decisivo per la tenuta di un territorio a vocazione turistica e zootecnica. L’attività svolta oggi mira a fornire un indirizzo operativo per futuri controlli mirati su aziende, opifici e insediamenti produttivi. In particolare, l’attenzione resta alta sulla gestione dei reflui provenienti dal settore zootecnico, pilastro dell’economia locale che deve necessariamente operare nel rispetto della sostenibilità. Il corretto smaltimento dei liquami e la tutela dei canali di scolo sono passaggi obbligati per evitare che attività strategiche possano compromettere il patrimonio naturale unico del territorio.

Il presidio dell’ANTA a difesa dell’identità locale

La sinergia tra l’ANTA, le amministrazioni e le forze di polizia si conferma un presidio indispensabile nel contrasto all’illegalità. Il messaggio è chiaro: non c’è spazio per la tolleranza verso chi inquina. Attraverso il monitoraggio costante e l’uso delle nuove tecnologie, si punta a difendere l’identità delle comunità locali e il futuro di un’area che fonda la sua esistenza sulla biodiversità e sulla propria reputazione internazionale. Proteggere le acque significa, in ultima analisi, proteggere la salute dei cittadini e la bellezza di una terra che non può permettersi ferite ambientali.

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