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Cronaca

Mafie nei porti: Campania terza regione d’Italia per casi di criminalità, ecco il dossier di Libera

Rapporto Libera "Diario di Bordo": Campania maglia nera con 49 casi. Napoli e Salerno nel mirino dei clan. I dati shock su narcotraffico e rifiuti

Di:
Comunicato Stampa
Di:Comunicato Stampa
Questo articolo non è stato elaborato dalla redazione di InfoCilento. Si tratta di un comunicato stampa pubblicato integralmente.
Pubblicato il: 21/04/2026
Aggiornato il: 21/04/2026
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Porto di Salerno

Libera ha presentato il Rapporto “Diario di Bordo. Storie, dati e meccanismi delle proiezioni criminali nei porti italiani e oltre”, evidenziando come tra il 1994 e il 2024, in Campania siano stati 14 i clan censiti operativi in attività di business legali e illegali all’interno degli scali marittimi.

I porti come snodi strategici dell’illegalità

I porti confermano la loro centralità nello scenario criminale italiano. Gli scali marittimi sono sempre di più snodi strategici in cui si intrecciano economia legale e illegale, interessi globali e dinamiche locali, opportunità di sviluppo e rischi di infiltrazione mafiose.

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Nel corso del 2025 sono stati registrati 131 casi di criminalità nei porti italiani, con un incremento del 14% rispetto al 2024. I porti coinvolti sono stati 38 contro i 30 del 2024 (+27%). Complessivamente nel quadriennio 2022-2025 sono stati registrati 496 eventi criminali nei porti italiani, uno ogni tre giorni.

Tra il 1994 e il 2024, sono stati censiti 113 clan attivi in attività illegali e legali su 71 porti italiani, dal Nord al Sud. I dati, presentati stamattina a Firenze (a cura di Francesca Rispoli, Marco Antonelli e Peppe Ruggiero), provengono da fonti autorevoli quali Assoporti, Commissione Parlamentare Antimafia, DIA, DNAA, Agenzia delle Dogane e Guardia di Finanza.

“I porti sono oggi uno dei principali punti di accesso dei traffici illeciti, dal narcotraffico alla contraffazione, fino al riciclaggio. Non vogliamo criminalizzare, ma illuminare” — Francesca Rispoli, copresidente nazionale di Libera.

Focus Campania: il primato negativo di Napoli e Salerno

Gli affari vanno in porto. In Campania nel 2025 diminuiscono i casi di criminalità nei porti: sono 7 i casi (-41% rispetto allo scorso anno) con il coinvolgimento di cinque porti.

Tuttavia, il dato aggregato del quadriennio 2022-2025 resta allarmante:

  • 49 casi totali (9,9% del dato nazionale).
  • Napoli e Salerno guidano la classifica regionale con 21 episodi.
  • 14 clan censiti operanti tra il 1994 e il 2024.

Estorsioni e Clan Mazzarella

Nel porto di Napoli si è registrato un episodio di estorsione aggravata dal metodo mafioso: tre soggetti arrestati con l’accusa di aver imposto richieste estorsive per il clan Mazzarella. Le vittime, due fratelli titolari di una ditta di facchinaggio, subivano pressioni dal 2022 per pagamenti mensili di 500 euro, oltre ad arretrati di rilevante entità.

Il traffico illecito di rifiuti

Nel 2025 la Campania ha registrato due casi significativi di traffico illecito di rifiuti:

  1. Ischia (Casamicciola Terme): Sequestro di una nave per traffico di fanghi dell’alluvione 2022 e residui del sisma 2017.
  2. Porto di Napoli: Sequestro di 370 tonnellate di scarti industriali (batterie, oli, plastiche) diretti in Turchia con documentazione falsa.

Mafie in porto: non solo grandi scali

Analizzando le relazioni della DNA e della DIA (1994-2024), emerge che in Campania l’interesse criminale non tocca solo i grandi scali commerciali, ma anche porti minori o a vocazione turistica. Questo segnala come l’intero sistema economico che ruota attorno alle infrastrutture marittime sia considerato strategico dalle organizzazioni criminali per la loro capacità di adattamento.

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